GAL veneti, confronto con le associazioni di categoria per il futuro delle aree rurali
di Matteo ScolariCrescita sostenibile, semplificazione e una rappresentanza unitaria: sono queste le priorità emerse dal tavolo di lavoro promosso dal Coordinamento dei nove GAL del Veneto, che si è svolto lo scorso 2 luglio a Villa Godi Malinverni di Lugo di Vicenza. L’incontro, presieduto dal GAL Montagna Vicentina e dal GAL Baldo Lessinia in qualità di vice coordinatore, ha visto la partecipazione di presidenti e direttori dei Gruppi di Azione Locale insieme ai vertici delle principali associazioni di categoria regionali socie dei GAL.
L’obiettivo del confronto è stato definire strategie condivise per lo sviluppo delle aree rurali e montane in vista della prossima programmazione europea. Al centro del dibattito, temi cruciali come la coesione territoriale, la flessibilità nell’uso dei fondi, la lotta alla burocrazia e la costruzione di una voce unitaria per rappresentare le esigenze dei territori rurali del Veneto.

«È stata la prima volta che abbiamo riunito in plenaria tutti gli stakeholder – ha sottolineato Agostino Bonomo, presidente del GAL Montagna Vicentina – e questo ha generato un confronto ricco di spunti. Dalla giornata sono emerse indicazioni preziose per affrontare con consapevolezza la prossima programmazione europea, che sarà caratterizzata da una riduzione dei contributi. Dobbiamo lavorare per rendere i GAL più efficienti e incisivi, portando avanti progettualità mirate e condivise».
Anche Ermanno Anselmi, presidente del GAL Baldo Lessinia, ha evidenziato l’importanza della coesione: «Per affrontare le sfide future serve fare squadra e portare ai livelli politici superiori un messaggio chiaro e condiviso. La parola chiave è “flessibilità”, per utilizzare le risorse in modo efficace e complementare».
Il ruolo dei GAL come agenzie di sviluppo di prossimità è stato ribadito da più voci. Alex Vantini (ANBI Veneto) ha richiamato l’attenzione sulla sicurezza idrogeologica delle aree rurali fragili, mentre Luca Trivellato (CIA Veneto) ha sottolineato l’importanza di sostenere le imprese agricole per contrastare lo spopolamento e valorizzare il territorio.

Infine, Eleonora Marton di Unioncamere Veneto ha ricordato il ruolo della sede di Bruxelles come ponte tra territorio ed Europa: «Nei prossimi anni cambieranno le regole del gioco: dobbiamo arrivare preparati e con una voce unitaria».
A conclusione dei lavori, i partecipanti hanno deciso di redigere entro l’autunno un documento strategico unitario da consegnare alle istituzioni regionali per portare le istanze delle aree rurali venete ai tavoli decisionali nazionali ed europei.
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