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Acciaierie d’Italia, incontro in Regione: attenzione su Porto Marghera e Legnaro

di Redazione
Regione e sindacati a confronto sul futuro degli impianti veneti dell’ex Ilva; attivato un tavolo di monitoraggio per tutelare occupazione e continuità produttiva.

Si è tenuto mercoledì, in sede regionale, un incontro avente a oggetto la situazione e le prospettive industriali e occupazionali degli impianti veneti di Acciaierie d’Italia SpA (ex Ilva).

All’incontro, richiesto dalle parti sindacali, hanno partecipato l’assessora regionale al Lavoro Valeria Mantovan, l’Unità di Crisi aziendali regionale e le organizzazioni sindacali Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil presenti con i delegati locali e nazionali e con i rappresentanti dei lavoratori.

«Ci siamo incontrati con le parti sindacali – afferma l’assessora regionale al Lavoro Valeria Mantovan – per discutere della situazione dei due impianti veneti di Acciaierie d’Italia: quello veneziano di Porto Marghera e quello di Legnaro (PD) che svolgono per l’azienda imprescindibili funzioni logistiche e di servizio e occupano complessivamente una settantina di lavoratori. In realtà, le prospettive industriali e occupazionali complessive dell’ex Ilva ci interessano direttamente in quanto i siti veneti, come quelli presenti in altre regioni italiane, dipendono direttamente dalle produzioni dello stabilimento di Taranto».

«Considerando l’attuale fase complessa dell’azienda in Amministrazione straordinaria, che si è trovata di fronte allo stop imprevisto di uno dei due altoforni attivi nel bel mezzo di un processo di vendita, abbiamo confermato alle Parti sindacali la disponibilità della Regione a controllare la situazione in Veneto tramite un tavolo di monitoraggio dedicato, nonché ad attivare gli strumenti regionali di supporto che dovessero rivelarsi necessari», prosegue l’assessora.

«D’accordo con le parti sindacali – conclude Mantovan – ritengo, inoltre, che un confronto, anche in sede ministeriale, allargato a tutte le regioni interessate, possa essere utile per coordinare istituzioni e parti sociali sia per l’attivazione dei rimedi necessari a superare le emergenze, che per la definizione di soluzioni condivise di più ampio respiro, nell’ottica della continuità e del rilancio industriale».

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