Non autosufficienza a Verona e nel Veneto, i sindacati chiedono un Tavolo permanente
di Matteo ScolariUn’emergenza crescente, spesso invisibile, ma che incide profondamente sulla vita di migliaia di famiglie veronesi. È quella legata alla non autosufficienza di anziani e persone fragili, al centro del convegno “Non autosufficienza a Verona – emergenza silenziosa tra carenze e diseguaglianze”, tenutosi a fine maggio al Payanini Center di Verona, e durante il quale è stata presentata una ricerca aggiornata a cura di Francesco Peron.

Promosso dalle sigle sindacali SPI CGIL, FNP CISL e UIL Pensionati (che insieme a Verona contano oltre 60.000 iscritti), l’incontro ha fatto il punto, a un anno esatto dal precedente evento, sulla situazione nei centri servizi per anziani del Veneto. I numeri parlano chiaro: 36.712 posti letto complessivi, di cui 6.327 nella Ulss 9 Scaligera, ma con una lista d’attesa nella sola provincia di Verona di circa 2.800 persone. Un balzo impressionante, considerando che fino a pochi anni fa si registravano circa 300 richieste in attesa.

«Noi come sindacato siamo estremamente consapevoli che ci ritroviamo di fronte a un problema molto complesso, ma che impatta in maniera devastante su molte famiglie» – ha dichiarato Adriano Filice. «L’unico modo per affrontare questo enorme problema è fare rete con le istituzioni. Abbiamo chiesto un tavolo permanente sulla non autosufficienza della provincia di Verona e abbiamo registrato una disponibilità. Ora attendiamo azioni concrete».

Presente al convegno anche il direttore dei servizi sociosanitari della Ulss 9, Felice Alfonso Nava, che ha sottolineato l’importanza di sviluppare alternative alle RSA: «Indubbiamente va potenziata la domiciliarità, i centri diurni, il collegamento con le ATS. Serve uno sviluppo territoriale che consenta alle famiglie di pensare ad alternative concrete alle strutture residenziali».

Critica la segretaria generale della FNP CISL, Viviana Fraccaroli, che ha puntato il dito sulla carenza di personale e sulla mancanza di programmazione: «È mancata una ponderata programmazione di medici di base e personale sanitario. Sono anni che denunciamo questo problema, ma nessuno lo affronta seriamente. Ora pensiamo di costituire un comitato in difesa degli anziani».
Disponibile al dialogo anche il presidente della Provincia di Verona e del Comitato dei Sindaci, Flavio Pasini: «Il dialogo è sempre alla base del nostro modo di agire. Sappiamo che la popolazione sta invecchiando e oggi non possiamo più ragionare su una percentuale del 15%, perché abbiamo superato abbondantemente il 30% di anziani. Serve attrezzarsi per rispondere a queste nuove esigenze».

Il problema riguarda anche le rette delle strutture, oggi cresciute in modo considerevole: 66 euro al giorno con impegnativa e quasi 95 senza. Una situazione che diventa insostenibile per molte famiglie.

Franco Balbi ha spiegato le difficoltà dei gestori: «Le risorse pubbliche sono ferme, mentre aumentano i costi, le richieste e le esigenze qualitative. Così non si riesce a programmare nulla. È un gatto che si morde la coda. E manca anche un’attenzione normativa: la riforma delle IPAB in Veneto è ferma da vent’anni».
A chiudere con un segnale di speranza, l’intervento di Gianluigi Meggiolaro della UIL Pensionati:
«Le aperture istituzionali registrate durante il convegno sono un passo avanti. La realtà resta complessa, ma dobbiamo lavorarci con determinazione».
In Evidenza
Inaugurata Fieragricola: tecnologie e innovazione per garantire più redditività al settore

Confindustria Verona e Banca Sella, accordo da 50 milioni per sostenere le imprese

Fieragricola, presidio shock di Agricoltori Italiani davanti all’ingresso della manifestazione

CBAM, fonderie a rischio paralisi: Assofond chiede al Mimit correttivi urgenti

Sistema fieristico italiano, Aefi e IT-EX rafforzano l’alleanza con un accordo firmato al Mimit

Agricoltura europea al bivio: reciprocità, filiere e sovranità alimentare non sono slogan

A Brunico la prima stazione di rifornimento di idrogeno ed energia elettrica d’Italia

Vinitaly 2026 al completo: più spazio a enoturismo, No-Lo, spirits e digitale

Mercati finanziari 2025: rendimenti reali sotto le attese, dollaro debole e incognita USA nel 2026





