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A Grezzana nasce il “Patto per la Salute del Suolo” con il progetto europeo HUMUS

di Matteo Scolari
Presentato in Sala Bodenheim il progetto europeo HUMUS – Healthy Municipal Soils, a cui il Comune assieme al partner tecnico EcoLoop ha partecipato ottenendo un finanziamento per diffondere buone pratiche per la conservazione dei suoli.

Si è svolto lunedì 26 maggio a Grezzana un importante incontro dedicato alla tutela del suolo e alla promozione di pratiche agricole sostenibili. Nella Sala Civica Bodenheim del centro culturale Eugenio Turri, è stato presentato il progetto europeo HUMUS – Healthy Municipal Soils, finanziato dal bando europeo promosso da Anci Toscana con il supporto tecnico di EcoLoop. Tra i vincitori del bando figura proprio il progetto del Comune di Grezzana “Circolar4Umus”.

A credere sin dall’inizio in questo percorso è stato il sindaco Arturo Alberti, che ha dichiarato:
«Sicuramente anche perché rientra in quella che è la nostra sensibilità, soprattutto sull’ambiente e sul suolo, e il fatto di riuscire anche a coinvolgere scuole, e anche operatori sul territorio è molto importante.»

L’intervento del sindaco Arturo Alberti.

Il progetto punta a coinvolgere tutti gli attori locali, dalle scuole agli agricoltori, fino alle aziende e alle associazioni. A illustrare il percorso che ha portato alla giornata di presentazione è stato l’architetto Gianmaria Benetti, del Comune di Grezzana: «Abbiamo cercato di realizzare una regia con tutti gli stakeholders del territorio – quindi i vari operatori economici, le scuole, gli studenti, e altri enti come il consorzio di bacino – per cercare di avere un confronto costruttivo sulle vere azioni concrete da mettere in campo.»

L’architetto Gianmaria Benetti.

A fianco del Comune di Grezzana, c’è stata la società di consulenza Ecoop, rappresentata dall’ingegnere Marta Dai Prè, che ha anticipato le prossime tappe del progetto: «Sensibilizzeremo le scuole con eventi formativi, anche con il supporto dell’Ordine degli Ingegneri. Coinvolgeremo le aziende agricole sia in formazione – è emerso un grande bisogno in questo senso – sia nell’adozione di nuove pratiche rigenerative. Proseguiremo anche progetti già in atto, come quello delle aiuole comunali, attraverso tecnologie nuove che abbiamo introdotto, come il compostaggio. Faremo ulteriori test nelle aziende agricole e negli spazi verdi pubblici.»

La spiegazione dell’ing. Dai Prè.

Grande rilievo è stato dato al ruolo delle scuole, come ha raccontato Emanuele Tisato, docente della scuola secondaria di Grezzana: «Abbiamo coinvolto tutti gli alunni per insegnare come riciclare lo scarto dell’orto e della mensa. È un progetto che portiamo avanti già da un paio d’anni e che ora, con la collaborazione di Circular4Umus, permette di recuperare lo scarto per creare compost utilizzabile nell’orto scolastico. I ragazzi partecipano anche ad attività pratiche curricolari: seminano, piantano, coltivano.»

Alcune slide del progetto.

Anche diverse aziende agricole del territorio hanno aderito con entusiasmo. Pietro Bellamoli, di Bellamoli Giardini, ha sottolineato: «Lo sviluppo di pratiche agricole virtuose per il mantenimento della biodiversità è importantissimo, soprattutto in territori come il nostro, dove il valore della biodiversità va custodito e, se possibile, migliorato. Così da lasciare un mondo migliore anche a chi verrà dopo di noi.»

Un momento della presentazione.

Andrea Montolli, direttore dell’azienda agricola Pernigo, ha raccontato l’esperienza della sua azienda nelle sperimentazioni tecniche: «Abbiamo aderito all’iniziativa sperimentando diverse prove come il biochar e il vermicompost. Le abbiamo testate in serra, su olivo, vite, piante officinali e su ribes. Stiamo cominciando ad avere le prime risposte, ma serve tempo: è tutto nuovo.»

Infine, anche le piccole realtà locali hanno voluto fare la loro parte, come spiegato da Pietro Trincanato, titolare dell’azienda agricola Villa Pellegrini: «Siamo un’azienda molto piccola, con ortaggi, vigneti e oliveti. Abbiamo pensato che, anche nella nostra dimensione ridotta, fosse utile sensibilizzarci sull’uso del suolo. Possediamo anche aree ancora incontaminate e vogliamo metterci a disposizione della comunità. I terreni sono nostri, ma anche di tutti: se sono più sani, noi produttori ne beneficiamo, ma è tutta la comunità a guadagnarci.»

Alcuni dei partecipanti alla conferenza.

Il Patto di gestione territoriale per la salute del suolo, firmato durante l’incontro, sarà disponibile per adesione pubblica sul sito del Comune di Grezzana dopo il 30 giugno. Cittadini, imprese e associazioni saranno invitati a sottoscriverlo per contribuire a un futuro più verde e sostenibile per tutta la Valpantena.

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