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Quando l’arte del vino, incontra l’arte dell’Opera areniana

di Ingrid Sommacampagna
La prima tappa di “Tra viti e voci” si è tenuta nella serata di giovedì 22 maggio a La Collina dei Ciliegi, di Massimo Gianolli, grazie alla collaborazione con Fondazione Arena di Verona, ampliando così il progetto delle scenografie operistiche diffuse sul territorio.

La bellezza dell’opera lirica italiana approda in Valpantena, unendosi, in simbiosi, all’eccellenza dei vini di questo territorio, in un viaggio tra arie al pianoforte, assaggi musicali e calici da degustare. Questo è il progetto di Fondazione Arena, con le aziende vinicole La Collina dei Ciliegi e Costa Arènte, dove, nella tappa del 22 maggio e del 5 giugno, si propone di far conoscere il territorio veronese, la sua cultura e l’Opera.

L’Opera e il Vino sono due simboli di eccellenza italiana e, in questi due contesti veronesi, sono state allestite alcune scenografie di Aida, firmate da Franco Zeffirelli, che vi resteranno per tutta l’estate, ampliando il percorso di diffusione delle medesime. Le scenografie escono così dai laboratori di via Gelmetto per essere visibili a tutti, in diversi luoghi della città e della provincia.

A La Collina dei Ciliegi, il Faraone di Aida si mostra imponente ai piedi del relais Cà del Moro ed essendo raggiungibile dal camminamento, illumina e impreziosisce il luogo. «Il Faraone ha un enorme valore per Verona e i veronesi e, con lo stesso spirito con cui abbiamo sostenuto il restauro di uno dei 96 Giganti del Duomo di Milano, che è in cantina dalla vendemmia 2021, abbiamo pensato di cogliere questa opportunità, nella speranza che lo sia anche per altre aziende, accogliendola», afferma Massimo Gianolli de La Collina dei Ciliegi, che con Generalfinance è una delle 67 colonne de l’Arena fin dal 2021, anno di nascita del progetto di fundraising.

Nella prima parte della serata, gli artisti Gilda Fiume (soprano), Paolo Lardizzone (tenore) e Youngjun Park (baritono), accompagnati al pianoforte da Federico Brunello, hanno allietato e commosso il pubblico con le arie più famose che caratterizzeranno l’estate areniana 2025, nella 102esima edizione, passando da Celeste Aida al Nessun Dorma, da Parigi, o cara a Pari siamo e a Di Provenza il mar, il suol

Durante gli assaggi canori e musicali, Davide da Como ha presentato e raccontato le Opere nel loro percorso di creazione da parte dei compositori, inserendole nel loro contesto storico e culturale, portando i saluti di Cecilia Gasdia e di tutta Fondazione Arena.

Nella seconda parte, tutto il pubblico è stato coinvolto nella degustazione di vini e nelle delizie preparate dallo staff del relais Cà del Moro.

La vista da La Collina dei Ciliegi ha regalato un’atmosfera mozzafiato, e il Faraone ne ha firmato la prima tappa, in attesa della seconda, il 5 giugno alle ore 21, a Costa Arènte, cantina nota per l’elevata artigianalità e viticoltura, all’insegna della sostenibilità e della salvaguardia ambientale, che ospiterà sulla parete Horus, una delle divinità più importanti dell’Antico Egitto.

«Il vino evolve nel tempo come un’aria d’opera, ed entrambe richiedono cura, arte e memoria, perché entrambi parlano all’anima», conclude Davide da Como.

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