Crisi alla AMMANN Italy di Bussolengo: FIOM dichiara lo stato di agitazione
di Matteo ScolariLa AMMANN Italy di Bussolengo, storico presidio industriale veronese da oltre sessant’anni, è oggi l’epicentro di una crisi occupazionale acuta e sintomatica delle trasformazioni più drammatiche del capitalismo contemporaneo. La multinazionale svizzera AMMANN, leader globale nella produzione di impianti per asfalto e attrezzature per le costruzioni stradali, ha comunicato ufficialmente la volontà di delocalizzare l’intero reparto produttivo dello stabilimento veronese, spostandolo in Turchia. Una decisione che comporterà l’immediato licenziamento di 64 lavoratori su 157, oltre a cinque lavoratori interinali le cui missioni si concluderanno entro fine 2025.
Le prime avvisaglie si sono manifestate nelle settimane precedenti, quando l’azienda ha incontrato i rappresentanti sindacali della FIOM Verona e le RSU per notificare, in via unilaterale, modifiche radicali all’assetto produttivo aziendale. Sotto il pretesto di esigenze economiche e di razionalizzazione dei costi fissi, AMMANN ha dichiarato l’intenzione di chiudere il comparto montaggio e il magazzino, cuore operativo del sito di Bussolengo.

La comunicazione ufficiale è arrivata nella mattinata del 14 maggio 2025: apertura della procedura di esubero per 64 lavoratori, segnando così l’ennesimo caso di delocalizzazione dove il profitto a breve termine prevale sul rispetto per il territorio, i dipendenti e l’economia locale. L’azienda, pur mantenendo un ruolo prominente nel settore a livello internazionale, ha motivato la decisione con il calo della marginalità, non con un reale problema di fatturato.
«Non è possibile che, ancora una volta, siano lavoratori e lavoratrici a dover pagare il prezzo di un management incapace e poco lungimirante», hanno denunciato Devis Bonomini e Martino Braccioforte, rappresentanti della FIOM Verona. Nella loro dichiarazione, non hanno usato mezzi termini per condannare la miopia strategica dell’azienda, sottolineando l’impatto devastante della scelta sull’intero tessuto sociale veronese.
Non è solo una questione sindacale o economica, ma sociale e politica. La FIOM ha già chiesto un incontro urgente con le istituzioni regionali. Un tavolo di crisi è stato convocato per il 21 maggio 2025 con la presenza dell’Assessora regionale al Lavoro Mantovan e del dott. Bascetta dell’Unità di crisi del Veneto, nella speranza di trovare soluzioni alternative e bloccare la chiusura dei reparti produttivi.

Lo stabilimento di Bussolengo rappresenta molto più di una semplice sede industriale: è una memoria vivente di 60 anni di lavoro e produzione, un riferimento per centinaia di famiglie e una colonna dell’economia locale. La decisione della multinazionale svizzera di trasferire tutto in Turchia non può essere archiviata come una semplice riorganizzazione aziendale. È l’ennesima “delocalizzazione selvaggia e immotivata”, come la definisce la FIOM, che rischia di mettere in ginocchio l’intero comparto produttivo della zona.
Il sindacato metalmeccanico ha già annunciato lo stato di agitazione, e si appresta a organizzare assemblee con i lavoratori per decidere la data del primo sciopero. La mobilitazione non si ferma al presidio dello stabilimento: si prevede un coinvolgimento più ampio, con iniziative pubbliche, conferenze stampa e appelli alle istituzioni nazionali.

Nel contesto di un’economia sempre più fragile e interconnessa, dove le multinazionali possono spostare produzioni e personale con un clic, il caso AMMANN rappresenta un campanello d’allarme fortissimo. La “farsa delle motivazioni economiche” che giustifica i licenziamenti sta diventando un mantra che svuota di senso i principi fondamentali della responsabilità d’impresa e del rispetto dei diritti dei lavoratori.
L’appello della FIOM è chiaro: tutte le forze sociali, politiche e istituzionali devono unire le forze per salvare i posti di lavoro e garantire un futuro dignitoso a chi da decenni contribuisce alla crescita del territorio. Non è solo una vertenza sindacale, è una battaglia per il lavoro, per la dignità e per il futuro della comunità veronese.
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