Riello, Carrier valuta la cessione: sindacati in allerta, coinvolti 450 lavoratori veronesi
di Matteo ScolariLa possibile cessione del gruppo Riello da parte di Carrier Global Corporation riaccende i riflettori sul settore termomeccanico italiano e in particolare sul territorio veronese. Il colosso statunitense ha infatti comunicato l’intenzione di esplorare la vendita delle attività europee di Riello, all’interno di una più ampia revisione del proprio portafoglio strategico, orientato verso produzioni a minore impatto ambientale e con maggiore attenzione alla sostenibilità e alle energie rinnovabili.
L’eventuale operazione coinvolgerebbe circa 600 lavoratori in Italia, di cui 450 operativi in provincia di Verona, principalmente nei comuni di San Pietro di Legnago e Angiari, ma anche nelle sedi di Volpago del Montello (TV) e Lecco. Il timore delle organizzazioni sindacali è che la transizione industriale possa tradursi, ancora una volta, in incertezza occupazionale e nel rischio di ridimensionamento produttivo.

Le segreterie nazionali di Fim, Fiom e Uilm hanno reagito prontamente, sottolineando la necessità di «una strategia di politica industriale per il settore termomeccanico» e ribadendo che «le transizioni non devono essere pagate dai lavoratori». Il tema della sostenibilità – che dovrebbe guidare lo sviluppo – rischia infatti di diventare un fattore critico in assenza di un’adeguata pianificazione industriale e di strumenti pubblici di accompagnamento.
I sindacati hanno già chiesto formalmente un incontro urgente al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), guidato da Adolfo Urso, per affrontare il dossier Riello e garantire che l’operazione, qualora confermata, non abbia ripercussioni negative sull’occupazione. «Nessun lavoratore deve essere lasciato indietro – si legge nel comunicato unitario –. Serve occupazione stabile e di qualità, e occorre che il Governo diventi promotore attivo di tutele per i lavoratori e per le produzioni strategiche del nostro Paese».

Il gruppo Riello, con una storia ultracentenaria, rappresenta un’eccellenza nel campo della termotecnica, leader nella produzione di sistemi per il riscaldamento e la climatizzazione. Il suo radicamento sul territorio veronese è profondo, e la notizia della possibile dismissione da parte del gruppo statunitense Carrier – che l’aveva acquisita nel 2016 – desta preoccupazione non solo per l’indotto diretto, ma anche per l’ecosistema delle imprese fornitrici e subappaltatrici.
La vicenda si inserisce in un contesto più ampio, in cui diverse aziende italiane del comparto manifatturiero stanno affrontando processi di riconversione o transizione in assenza di un piano strategico nazionale. Per questo, i sindacati ribadiscono che è necessario attivare tavoli di confronto stabili e prevedere politiche pubbliche capaci di anticipare le crisi e governare le trasformazioni, evitando che ricadano interamente sui lavoratori.

Il futuro di Riello e dei suoi 450 dipendenti veronesi sarà dunque oggetto di confronto nei prossimi giorni. Da parte sindacale, l’attenzione è massima: «Le imprese devono sentire la responsabilità sociale della trasformazione del mondo del lavoro» – affermano le segreterie nazionali – «e le istituzioni devono garantire un presidio continuo, per non ripetere gli errori del passato».
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