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Crisi Demetra a Nogara: accordo in Regione evita i licenziamenti unilaterali

di Matteo Scolari
La procedura di licenziamento collettivo per 22 lavoratori su 53 impiegati nella sede veronese – avviata lo scorso 7 febbraio – è stata superata grazie alla mediazione della Direzione Lavoro regionale, dell’Unità di Crisi di Veneto Lavoro, della FIOM CGIL e di Confindustria Verona.

Un epilogo condiviso per una crisi che, inizialmente, sembrava destinata a concludersi con tagli unilaterali. Si è chiusa oggi con la firma di un accordo tra azienda e parti sociali, presso la sede della Regione Veneto, la vertenza che da mesi coinvolge la Demetra, azienda specializzata nella produzione di attrezzature agricole con stabilimento a Nogara (VR) e sede principale a Molinella (BO).

La procedura di licenziamento collettivo per 22 lavoratori su 53 impiegati nella sede veronese – avviata lo scorso 7 febbraio – è stata superata grazie alla mediazione della Direzione Lavoro regionale, dell’Unità di Crisi di Veneto Lavoro, della FIOM CGIL e di Confindustria Verona. Un confronto serrato durato due mesi ha permesso di arrivare a una soluzione che tutela l’occupazione e consente una riorganizzazione aziendale non traumatica.

L’accordo prevede che, dei 17 lavoratori oggi ritenuti in esubero, alcuni saranno riassorbiti in altri reparti dello stabilimento di Nogara. Per gli altri, è stata concordata una uscita esclusivamente volontaria, accompagnata da incentivi economici e supportata da misure di politica attiva del lavoro messe a disposizione dalla Regione Veneto. È previsto anche l’impiego di ammortizzatori sociali, a tutela del reddito durante il periodo di transizione.

Uno degli scioperi davanti alla sede di Nogara.

La Demetra, titolare dei marchi Breviagri e Agrimaster, impiega complessivamente circa 90 dipendenti nei suoi vari siti. Le difficoltà del settore e l’esigenza di una razionalizzazione produttiva erano state alla base della decisione iniziale di chiudere due reparti nello stabilimento veneto. Tuttavia, la decisa opposizione della FIOM CGIL e la richiesta di un intervento regionale avevano bloccato la procedura fin dalle prime fasi.

Oggi il risultato è frutto di un metodo che punta sul dialogo, sulla responsabilità condivisa e sulla valorizzazione del capitale umano anche nei processi di ristrutturazione aziendale. La Regione Veneto ha confermato la disponibilità a sostenere il ricollocamento dei lavoratori in uscita, attraverso un programma di outplacement collettivo che verrà attivato nelle prossime settimane.

Questa vertenza si chiude quindi con un modello di gestione partecipata delle crisi aziendali, che potrebbe rappresentare un riferimento anche per altri casi analoghi nel territorio veronese e regionale. Un approccio che, come dimostrato oggi, può tutelare l’equilibrio tra esigenze aziendali e diritti dei lavoratori, evitando soluzioni drastiche e unilaterali.

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