Dolcè: delegati sindacali identificati dai Carabinieri alla vigilia dello sciopero
di Matteo ScolariÈ un episodio che sta facendo discutere l’intero mondo sindacale veronese e che pone interrogativi inquietanti sul rispetto delle libertà fondamentali. Martedì 29 aprile, alla vigilia del quarto sciopero provinciale dei metalmeccanici veronesi, i Carabinieri si sono presentati nello stabilimento delle Acciaierie Venete di Dolcè su segnalazione della proprietà, identificando due delegati sindacali RSU durante il loro turno di lavoro e interrogandoli in merito allo sciopero e al presidio previsto per il giorno seguente.
Un fatto che le segreterie di CGIL e CISL Verona, insieme a FIOM e FIM, definiscono «gravissimo e senza precedenti nel territorio». A denunciare pubblicamente l’accaduto sono Francesca Tornieri, Giampaolo Veghini, Martino Braccioforte e Adriano Poli, che parlano apertamente di «metodo irrituale e inopportuno, capace di generare solo disagio e percezioni di condizionamento».


«Prendere le generalità dei rappresentanti dei lavoratori il giorno prima di uno sciopero sentito e legittimo è un’azione che non può essere accettata con leggerezza», affermano Tornieri e Veghini, sottolineando che «esiste una catena di responsabilità ben nota tra i livelli confederali, le segreterie di categoria e le RSU, e ogni manifestazione viene regolarmente coordinata con la Questura, organo titolato a garantire ordine pubblico e diritto di espressione».
Secondo i sindacati, bypassare tale catena e agire con interventi diretti nelle aziende crea un clima di sfiducia e delegittimazione, minando il principio costituzionale del diritto allo sciopero.
Braccioforte e Poli ricordano come le proteste sindacali in corso – dallo sciopero per il rinnovo del CCNL alle mobilitazioni per la sicurezza negli appalti – siano sempre state comunicate e svolte nel rispetto delle regole, in stretta interlocuzione con le autorità. «Comprendiamo che il successo della mobilitazione possa generare fastidio in chi rifiuta il confronto, ma queste misure di condizionamento rappresentano una novità inquietante che deve essere respinta con fermezza».

L’episodio si inserisce in un clima di crescente tensione tra lavoratori, imprese e rappresentanze datoriali, in particolare nel comparto metalmeccanico, dove la mancata riapertura delle trattative sul contratto nazionale sta generando proteste diffuse. I segretari generali delle principali sigle veronesi confermano che la mobilitazione andrà avanti, e che l’azione alle Acciaierie Venete ha rafforzato la determinazione dei lavoratori.
«Chi pensa di intimidire il sindacato attraverso azioni come questa, non conosce la forza della democrazia partecipata e del rispetto reciproco», conclude la nota congiunta.
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