UniCredit-Banco BPM: partita l’OPS tra polemiche, sconti e condizioni governative
di Matteo ScolariHa preso ufficialmente il via oggi l’Offerta Pubblica di Scambio (OPS) lanciata da UniCredit su Banco BPM, una delle operazioni più discusse e delicate del panorama finanziario italiano degli ultimi anni. Nonostante il via libera all’aumento di capitale da parte dell’assemblea di UniCredit per finanziare l’offerta, il progetto resta in bilico, frenato da condizioni governative e dalle trattative ancora aperte tra la banca di Piazza Gae Aulenti e il governo.
L’esercizio del Golden Power da parte dell’esecutivo ha imposto una serie di condizioni operative e strategiche, che rischiano di far saltare o rivedere l’intera operazione. La posizione di UniCredit, guidata da Andrea Orcel, oscilla tra il prendere o lasciare, mentre si cerca una mediazione con l’esecutivo per sciogliere i nodi principali, tra cui la presenza in Russia e la rete di sportelli.

L’OPS, che resterà aperta fino al 23 giugno 2025 (con possibilità di proroga fino al 30 giugno), prevede lo scambio di 1 azione di Banco BPM con 0,175 azioni ordinarie di UniCredit di nuova emissione, che diventeranno 0,166 dopo lo stacco del dividendo. Ma la proposta, ai valori attuali, non offre alcun premio: al contrario, incorpora uno sconto dell’8% rispetto alle quotazioni di mercato, rendendo l’offerta poco appetibile per gli azionisti di Banco BPM.
Il Consiglio di Amministrazione di Banco BPM ha infatti definito l’OPS “non conveniente” e il corrispettivo non congruo, evidenziando che l’operazione non riconosce alcun premio di controllo, con solo lo 0,5% di premio rispetto al prezzo pre-annuncio. Se si considerano le medie dei prezzi a sei e dodici mesi prima dell’offerta, il corrispettivo registra addirittura uno sconto del 3,4% e del 15,3% rispettivamente, secondo quanto affermato da Piazza Meda.

Un’operazione, dunque, che non sembra seguire i consueti standard del settore. Il CdA di Banco BPM ha sottolineato come la sostanziale assenza di un premio sia un caso senza precedenti per operazioni di questa rilevanza.
Il governo italiano, dal canto suo, ha ribadito la legittimità del Golden Power, affermando che la valutazione dell’interesse nazionale spetta all’esecutivo e non alla Banca Centrale Europea o alla DG Competition della Commissione Europea. Il Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha dichiarato: «In Italia si ha un concetto più lasco di interesse nazionale, mentre in America è più virile. Questa è una legge votata nel 2022 dal governo Draghi». Una presa di posizione netta che lascia poco spazio a interpretazioni.

Mentre il governo difende con fermezza le sue prerogative, UniCredit si trova a navigare un mare di incertezze, in attesa di capire se ci sarà margine per una rimodulazione delle condizioni o se l’operazione verrà archiviata.
Nel frattempo, il mercato osserva con attenzione: la mancanza di un premio significativo sull’OPS e le difficoltà di un’aggregazione banca-assicurazione (a causa della recente acquisizione di Anima da parte di Banco BPM e senza il Danish Compromise) complicano ulteriormente uno scenario già complesso.
UniCredit continua le trattative con il governo, nella speranza di trovare una via d’uscita che consenta di procedere con l’operazione o, in alternativa, di rinunciare senza gravi conseguenze per il suo posizionamento strategico.
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