DOC delle Venezie e Re.N.Is.A. firmano a Roma un protocollo per il futuro della viticoltura
di Matteo ScolariIn occasione della Giornata nazionale del Made in Italy, il Consorzio DOC delle Venezie e Re.N.Is.A. – Rete Nazionale Istituti Agrari hanno firmato a Roma, presso il Ministero dell’Agricoltura, un protocollo d’intesa che segna una nuova alleanza tra il mondo della scuola e quello del lavoro nel settore vitivinicolo. L’iniziativa, racchiusa nel progetto “Impresa-Giovani-Futuro”, ha l’obiettivo di valorizzare la cultura del vino, promuoverne un consumo responsabile e moderato e facilitare l’inserimento dei giovani nel mercato del lavoro agricolo.
Durante la conferenza, moderata dal giornalista Nicola Prudente, si sono alternati nomi di primo piano del panorama istituzionale e agroalimentare italiano: Albino Armani, Presidente del Consorzio, Patrizia Marini per Re.N.Is.A., il Senatore Luca De Carlo e il Sottosegretario Patrizio La Pietra, insieme a Mario Caligiuri, Nadia Frittella e Riccardo Cotarella. I loro interventi hanno ribadito con forza la necessità di avvicinare le nuove generazioni al mondo del vino, mettendo al centro formazione, innovazione e consapevolezza culturale.

Albino Armani ha illustrato le performance della denominazione Delle Venezie, che nel 2024 ha visto crescere l’imbottigliato del 3% e le certificazioni dell’8%, per un totale di oltre 1,7 milioni di ettolitri confezionati. L’accordo con Re.N.Is.A., ha spiegato, prevede iniziative congiunte con le scuole agrarie e il potenziamento dei percorsi di alternanza scuola-lavoro, con l’obiettivo di creare un modello replicabile su scala nazionale. “Questa intesa è un passo fondamentale per coinvolgere i giovani nella filiera del Pinot Grigio del Triveneto – ha dichiarato Armani – promuovendo un rinnovamento che parte dai banchi di scuola e arriva fino ai tavoli decisionali del settore”.
Anche Patrizia Marini ha ribadito l’importanza di strutturare una formazione tecnica e normativa aggiornata per gli studenti degli istituti agrari. Re.N.Is.A., con oltre 200 scuole in 20 regioni, metterà a disposizione le proprie strutture e diffonderà il protocollo nelle sue reti. “Vogliamo far sì che i ragazzi conoscano a fondo il settore in cui opereranno – ha detto – e creare una massa culturale che dia nuova dignità al ruolo dell’agricoltura nel nostro sistema economico”.
Il Senatore De Carlo ha definito l’iniziativa “un esempio concreto di valorizzazione del Made in Italy”, mentre il Sottosegretario La Pietra ha sottolineato come il vino rappresenti “una delle più forti espressioni identitarie del nostro Paese”, da tutelare e promuovere soprattutto presso i più giovani.

Nel suo intervento, Mario Caligiuri ha messo in luce le criticità del sistema educativo italiano, evidenziando la necessità di restituire centralità all’educazione tecnica e professionale in una fase storica caratterizzata da grandi trasformazioni, anche digitali. Il legame tra tecnologia, istruzione e mondo del lavoro è stato uno dei punti chiave dell’analisi del docente, che ha citato il 2° Rapporto Nazionale sulla Scuola e l’Università di Eurispes.
A dare valore etico all’accordo è stato anche il contributo di Nadia Frittella, Segretaria Generale di Wine in Moderation, che ha ricordato l’importanza di “educare al vino” con un approccio culturale, sostenibile e responsabile. “La nostra missione – ha detto – è promuovere il vino come parte della dieta mediterranea e della nostra identità culturale. Grazie a questo protocollo, potremo coinvolgere attivamente anche gli studenti”.
Ha chiuso i lavori l’enologo Riccardo Cotarella, che ha sottolineato come la formazione dei giovani sia una leva essenziale per garantire un futuro sostenibile e competitivo al comparto vitivinicolo. “Oggi mancano cultura e formazione tecnica – ha affermato – ed è questo il vero nemico del settore, non i dazi o la concorrenza. Solo attraverso progetti come questo si può costruire un futuro solido e consapevole per l’enologia italiana”.
Con la firma di questo protocollo, il Consorzio DOC delle Venezie e Re.N.Is.A. dimostrano che è possibile creare modelli virtuosi capaci di tenere insieme istruzione, impresa e responsabilità sociale, costruendo una nuova coscienza collettiva per il futuro del vino italiano.
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