Vinitaly 2025, il Viceministro Leo: «Agricoltura strategica, il fisco accompagni l’evoluzione»
di Matteo ScolariIl Viceministro dell’Economia e delle Finanze Maurizio Leo è intervenuto al convegno “Il rapporto tra Fisco e settore Agricolo” organizzato a Vinitaly dall’Ordine dei Commercialisti di Verona. Abbiamo raccolto le sue riflessioni prima dell’inizio del convegno su riforma fiscale, investimenti europei e tutela dei risparmiatori.
A distanza di un anno dal suo intervento a Vinitaly, dove aveva illustrato le linee guida della riforma fiscale, a che punto siamo?
La riforma è stata attuata, e in particolare per il settore agricolo abbiamo introdotto una serie di norme importanti. Abbiamo tenuto conto dell’evoluzione del comparto, anche alla luce dei nuovi modelli produttivi e dell’aggiornamento della definizione civilistica di imprenditore agricolo. In pratica, anche una parte del reddito che presenta tratti di attività commerciale o di impresa, in determinati casi, può continuare a beneficiare della tassazione catastale. Questo è un passaggio fondamentale, perché offre continuità alle imprese agricole senza penalizzarle dal punto di vista fiscale.
Molti osservatori temono che il riarmamento europeo, il cosiddetto “Rearm europe”, possa tradursi in un aumento della pressione fiscale. È un rischio concreto?
È vero che il tema è molto dibattuto. Tuttavia, una delle strade che si sta valutando è quella di coinvolgere il settore privato: le imprese potrebbero essere invitate a investire in questo piano strategico, con il supporto di garanzie pubbliche. Così facendo, potremmo evitare di aggravare il debito pubblico, che nel nostro caso è già molto elevato. La sfida sarà proprio questa: trovare soluzioni che non pesino ulteriormente sui conti dello Stato, ma che permettano comunque all’Italia di fare la sua parte in Europa.
In queste ore si parla anche degli effetti dell’instabilità geopolitica e dei dazi. Le borse sono sotto pressione e i risparmiatori iniziano a preoccuparsi. Che messaggio sente di dare?
Comprendo la preoccupazione, ma credo che serva un po’ di calma. I mercati reagiscono spesso in modo nervoso alle incertezze, e in questo momento l’effetto dazi è uno dei fattori che alimentano instabilità. È importante, però, che il dialogo con gli Stati Uniti e tra gli Stati membri dell’Unione Europea porti rapidamente a una composizione condivisa. Sono fiducioso che, con l’impegno del governo e delle istituzioni europee, si troverà un equilibrio. Invito i risparmiatori a seguire con attenzione ma senza allarmismi: la fase è delicata, ma non irreversibile.
Ci sono già scadenze all’orizzonte che possano chiarire meglio la direzione delle prossime scelte?
Ci aspettiamo sviluppi significativi già entro la fine di questo mese, o comunque entro la prima metà di maggio. Il governo è al lavoro per dare risposte concrete sia al mondo produttivo che ai cittadini. Stiamo mettendo tutto l’impegno possibile per trovare soluzioni sostenibili, sia sul piano fiscale che economico-finanziario.
In Evidenza
Inaugurata Fieragricola: tecnologie e innovazione per garantire più redditività al settore

Confindustria Verona e Banca Sella, accordo da 50 milioni per sostenere le imprese

Fieragricola, presidio shock di Agricoltori Italiani davanti all’ingresso della manifestazione

CBAM, fonderie a rischio paralisi: Assofond chiede al Mimit correttivi urgenti

Sistema fieristico italiano, Aefi e IT-EX rafforzano l’alleanza con un accordo firmato al Mimit

Agricoltura europea al bivio: reciprocità, filiere e sovranità alimentare non sono slogan

A Brunico la prima stazione di rifornimento di idrogeno ed energia elettrica d’Italia

Vinitaly 2026 al completo: più spazio a enoturismo, No-Lo, spirits e digitale

Mercati finanziari 2025: rendimenti reali sotto le attese, dollaro debole e incognita USA nel 2026





