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Consorzio delle Venezie e ISMEA insieme per un nuovo modello strategico di filiera

di Matteo Scolari
Presentata a Vinitaly la partnership per monitoraggio, analisi e competitività della Denominazione leader in Italia per vini fermi.

Il futuro del vino italiano si gioca anche sulla capacità di leggere il mercato attraverso i dati. È questo il cuore della nuova partnership tra ISMEA e il Consorzio DOC delle Venezie, presentata ufficialmente al Vinitaly 2025, nello spazio espositivo del MASAF, come modello strategico e replicabile per tutto il comparto vitivinicolo.

Un’alleanza nata su impulso del Consorzio per rispondere con strumenti analitici e conoscenze oggettive alle sfide del mercato e ai mutamenti degli stili di consumo. Ad aprire l’evento, i presidenti Albino Armani e Livio Proietti, con il contributo di Costanza Fregoni, direttrice di VVQ, e gli interventi tecnici di Fabio Del Bravo (ISMEA), Stefano Sequino (Consorzio), Eugenio Pomarici (Univ. Padova) e Sergio Marchi, direttore generale ISMEA.

L’intervento di Albino Armani.

Il contesto è quello di un comparto in transizione: cambio generazionale, attenzione crescente a salute e sostenibilità, ma anche instabilità e aumento della concorrenza internazionale. In questo scenario, la Denominazione DOC Delle Venezie, nata nel 2017 e già ai vertici per volumi, si distingue per un approccio innovativo: 230 milioni di bottiglie annue, 27.000 ettari potenziali, pari al 70% del Pinot Grigio del Triveneto.

Secondo i dati ISMEA, il 2024 ha visto una crescita del 4% negli imbottigliamenti, per un totale di 1,7 milioni di ettolitri. I numeri dell’export sono ancora più impressionanti: volumi raddoppiati dal 2017 e fatturato in crescita del 117%.

Anche la superficie vitata parla chiaro: tra il 2000 e oggi, incremento record in Veneto (+38%), Friuli-Venezia Giulia (+53%) e Trentino-Alto Adige (+13%), in netta controtendenza rispetto alla media nazionale e UE. Un’espansione che fa del Nord-Est il motore vitivinicolo d’Italia.

«Con ISMEA costruiamo un modello replicabile per tutta la filiera» ha affermato Albino Armani. «Trasformiamo i dati in scelte strategiche: per monitorare il sistema, anticipare le crisi, rafforzare la competitività. È questa la sfida del vino moderno».

Livio Proietti, presidente ISMEA, ha evidenziato il valore di questa alleanza anche per le politiche pubbliche: «Il Pinot Grigio delle Venezie è un asset chiave per l’Italia, e questa partnership ci consente di mettere a disposizione della filiera strumenti avanzati di analisi, a beneficio di tutto il sistema produttivo».

Il Protocollo d’Intesa ISMEA–DOC Delle Venezie punta infatti a fornire analisi su costi di produzione, mercati, dinamiche commerciali e strategie di posizionamento, offrendo un vantaggio competitivo fondato sull’uso consapevole dell’informazione economica.

Il Ministro Francesco Lollobrigida, presente al Vinitaly, ha salutato con favore l’iniziativa, inserendola nella più ampia cornice dell’azione MASAF per promuovere un’agricoltura dati-driven, competitiva e sostenibile.

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