Catastrofi naturali: scatta l’obbligo assicurativo per 76mila aziende veronesi
di Matteo ScolariA partire dal 1° aprile 2025, oltre 76mila imprese iscritte al Registro della Camera di Commercio di Verona dovranno adeguarsi al nuovo decreto che introduce l’obbligo di stipulare polizze assicurative per la protezione dei beni aziendali da catastrofi naturali. Il provvedimento, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, attua quanto previsto dalla legge di Bilancio 2024 e mira a tutelare le attività produttive dai rischi legati a terremoti, alluvioni, frane ed esondazioni.
L’obbligo riguarda tutte le aziende, indipendentemente dalla dimensione, con l’esclusione delle imprese agricole, già coperte dal Fondo mutualistico nazionale per eventi meteoclimatici estremi, e di quelle che possiedono immobili irregolari. Non sono previste sanzioni dirette per chi non si assicura, ma la mancata adesione può comportare la perdita di agevolazioni pubbliche e garanzie statali, con gravi ripercussioni finanziarie per le imprese non coperte da polizza.
Secondo Mauro Galbusera, presidente di Assimp Verona e titolare di Galbusera Assicurazioni, le aziende stanno cercando di comprendere le implicazioni pratiche del decreto, che su alcuni punti lascia ancora margini di interpretazione. Molte imprese sono già assicurate contro i rischi catastrofali, ma non tutte dispongono di coperture adeguate. In alcuni casi, è necessario verificare i massimali di indennizzo e le condizioni contrattuali per valutare se la polizza esistente sia sufficiente o se sia necessario un adeguamento. La situazione è particolarmente delicata per le imprese individuali, molte delle quali non dispongono ancora di una copertura CAT NAT, ossia l’assicurazione specifica per i rischi naturali.

La necessità di introdurre questa misura è legata all’alto rischio sismico e idrogeologico dell’Italia, dove circa il 94% dei comuni è esposto a frane, alluvioni o erosione costiera. Anche Verona e la sua provincia presentano zone particolarmente vulnerabili. Il costo dell’assicurazione dipenderà dalla posizione geografica dell’impresa e dal valore del patrimonio da coprire.
Il decreto stabilisce che devono essere assicurati tutti i beni strumentali dell’azienda, inclusi terreni, fabbricati, impianti, macchinari e attrezzature industriali e commerciali, con l’esclusione delle merci. I massimali di indennizzo variano in base all’importo assicurato: fino a 1 milione di euro, la copertura è totale; tra 1 e 30 milioni di euro, l’indennizzo non può essere inferiore al 70% della somma assicurata; oltre i 30 milioni di euro, le condizioni sono lasciate alla libera negoziazione tra le parti.
Per quanto riguarda i rimborsi, le compagnie assicurative sono tenute a corrispondere gli indennizzi nei limiti del valore di ricostruzione per i fabbricati, del costo di rimpiazzo per impianti e macchinari, e del costo di ripristino per i terreni. L’IVASS (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni) monitorerà l’applicazione del decreto e la sostenibilità del sistema assicurativo, mentre le compagnie dovranno garantire trasparenza nella pubblicazione di tariffe e condizioni contrattuali.
Con questo provvedimento, il governo punta a ridurre l’impatto economico delle calamità naturali sul tessuto produttivo, incentivando le imprese a proteggersi in modo proattivo. La risposta degli imprenditori è ancora incerta, con molte realtà che attendono chiarimenti normativi prima di procedere alla sottoscrizione delle polizze. Tuttavia, con la scadenza del 31 marzo 2025 che si avvicina, sarà fondamentale per le aziende valutare rapidamente le proprie opzioni per evitare rischi e perdite economiche future.
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