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Consorzio Vini Bardolino, nuove strategie di crescita in un mercato di grandi opportunità

di Matteo Scolari
Conferenza stampa questa mattina in centro a Verona per il Consorzio presieduto da Fabio Dei Micheli,. Un evento per ribadire il momento favorevole per i vini gardesani, trainati da nuovi trend e cambio di consumi.

Nel cuore della città di Verona, il Consorzio Vini Bardolino ha organizzato un incontro con giornalisti locali e della stampa specializzata in un elegante ristorante del centro, per fare il punto sulle ultime iniziative dell’ente, guidato dal 2023 dall’enologo Fabio De Micheli. Il Consorzio del Bardolino, tra i più longevi d’Italia, è stato fondato nel 1969, un anno dopo la nascita della DOC nel 1968, e rappresenta oggi un’importante occasione per affermare la qualità dei propri vini in un mercato in continua evoluzione.

«In questo momento di riscoperta di vini più freschi, più sapidi ed eleganti, il Bardolino ha grandi valori da poter esprimere e raccontare, sia ai consumatori tradizionali sia ai nuovi consumatori, che cercano prodotti più salubri e con una gradazione alcolica contenuta. Il Bardolino è pronto a dare le risposte che loro cercano» ha commentato Dei Micheli.

Il presidente del Consorzio Fabio Dei Micheli.

Il Consorzio ha affrontato questa fase di trasformazione con una profonda riorganizzazione interna, rafforzata dall’inserimento di nuove figure professionali e da un’intensa attività di promozione, che include la partecipazione a fiere internazionali e la formazione dei propri soci, attualmente circa 850 tra viticoltori, vinificatori e imbottigliatori.

«Il lavoro che abbiamo in cantiere e i progetti avviati già dallo scorso anno stanno contribuendo alla crescita del nostro tessuto sociale, migliorando la qualità dei nostri prodotti e rendendoli ancora più convincenti. Siamo fiduciosi che arriveranno grandi soddisfazioni nel prossimo futuro». ha aggiunto il presidente.

Un momento della conferenza stampa.

Alle attività di rappresentanza e formazione si affianca anche una strategia di promozione mirata. Andrea Vantini, direttore del Consorzio, ha spiegato che «sono state attivate diverse attività di promozione per valorizzare la denominazione. Una delle nostre figure si occupa delle strategie di comunicazione, mentre io mi dedico alla parte tecnica».

Il vitigno simbolo del Bardolino è la Corvina Veronese, coltivata in tre zone distinte. La produzione del Consorzio offre un’ampia gamma di sfumature di questo vitigno, grazie alla diversità climatica e del suolo. Questa ricchezza si traduce nel calice con tre protagonisti principali: Chiaretto di Bardolino, primo in Italia tra i vini rosati; Bardolino; Bardolino nelle sottozone Monte Baldo, La Rocca e Sommacampagna. Un’offerta articolata che dimostra la grande versatilità del prodotto e il suo potenziale ancora da scoprire.

I vini della denominazione.

«Il Bardolino è un vino che va ancora scoperto. Spesso si pensa che i vini con un nome già noto siano facili da riconoscere, immediati e a volte scontati. In realtà, la stratificazione che oggi presenta nelle sue sfumature più intime, soprattutto nei rosati, come il Chiaretto di Bardolino, nei Bardolino d’annata affinati in bottiglia e nelle sottozone, dimostra che il talento della Corvina gardesana è inequivocabilmente unico. È un vino di grande personalità e carattere, da non confondere con la vivibilità e la succosità che il Bardolino sa regalare» ha aggiunto Costantino Gabardi, esperto gourmet e degustatore internazionale, entrato a far parte del Consorzio come consulente.

Costantino Gabardi.

Con 2.550 ettari di vigneto, 21 milioni di bottiglie prodotte ogni anno e il supporto di 16 comuni della provincia di Verona, il Consorzio non teme la crescita, puntando in particolare ai mercati europei. «L’eventualità di dazi americani non ci preoccupa particolarmente, perché il mercato statunitense è importante, ma non centrale rispetto alle nostre vendite complessive. La Germania e l’Europa rimangono il nostro zoccolo duro e abbiamo grande fiducia nei progetti di presentazione previsti in Inghilterra e nei Paesi dell’Europa dell’Est, come Repubblica Ceca e Croazia» ha concluso Fabio Dei Micheli.

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