Verona al centro del monitoraggio sugli infortuni sul lavoro: 19 le vittime nel 2024
di Matteo ScolariNel periodo gennaio-novembre 2024, la provincia di Verona si conferma una delle aree con il maggior numero di decessi sul lavoro in Veneto. Con 19 vittime registrate, la città scaligera guida questa tragica classifica a livello regionale, seguita da Venezia (15 decessi), Padova (14), Treviso (13), Vicenza (6), Belluno (4) e Rovigo (1).
Nonostante il Veneto sia entrato in “zona bianca”, con un’incidenza di infortuni mortali inferiore alla media nazionale, Verona rimane in “zona gialla” a causa di un rischio ancora significativo, pari a 25,3 morti per milione di occupati, superiore rispetto ad altre province venete come Padova (16,0) e Vicenza (15,3).

Il report dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega Engineering di Mestre mostra che, a fine novembre 2024, sono stati denunciati complessivamente 12.687 infortuni totali a Verona, confermando la provincia come l’area più colpita in regione, seguita da Padova (12.132) e Vicenza (12.085). Tra le vittime totali, 11 decessi si sono verificati durante l’attività lavorativa, mentre gli altri 8 sono avvenuti in itinere.

Gli infortuni continuano a colpire prevalentemente il settore manifatturiero, con oltre 12.000 denunce totali in Veneto, seguito da costruzioni, commercio e trasporti. Tra le 72 vittime registrate in regione, 12 erano lavoratori stranieri, rappresentando circa il 25% del totale, mentre 7 erano donne.

Mauro Rossato, Presidente dell’Osservatorio, ha dichiarato: «Nonostante il ritorno in zona bianca, il Veneto non è immune dal rischio. L’analisi territoriale mostra come esistano aree critiche, e Verona, sebbene non sia in zona arancione come Belluno, necessita di maggiore attenzione e prevenzione».

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