Testa (Agsm Aim): «Dobbiamo garantire competitività e servizi a valore aggiunto»
di Matteo ScolariNella seconda puntata della 20^ Settimana Veronese della Finanza, abbiamo intervistato Federico Testa, presidente di AGSM AIM, per parlare delle sfide del mercato energetico e delle strategie adottate dal gruppo per affrontarle.
Presidente, partiamo da un aggiornamento sui risultati del gruppo AGSM AIM. I dati semestrali pubblicati all’inizio dell’estate sono incoraggianti. Cosa ci può dire in merito?
Sì, i dati sono positivi. I ricavi consolidati hanno raggiunto i 792 milioni di euro, superando le previsioni iniziali. Il margine operativo lordo al 30 giugno è stato di 81 milioni, in crescita rispetto ai 57 milioni dello stesso periodo dell’anno scorso. Questi risultati sono il frutto di una gestione solida e di un cambiamento nel consiglio di amministrazione che ha portato stabilità. Il nuovo consigliere delegato Alessandro Russo sta facendo un ottimo lavoro.
Tuttavia, i prezzi dell’energia rimangono volatili. Come vede il futuro in un contesto così incerto?
La volatilità è sempre presente nel mercato dell’energia, influenzato da fattori geopolitici. Basta pensare che se, per esempio, ci fosse un attacco alle infrastrutture petrolifere in Medio Oriente, il prezzo della benzina potrebbe aumentare drasticamente in pochi giorni. Le aziende come la nostra devono essere pronte a mitigare questi effetti sui clienti, cercando soluzioni per ridurre l’esposizione a tali fluttuazioni.
A proposito di solidità aziendale, AGSM AIM ha recentemente migliorato il suo rating di credito. Qual è il segreto di questa performance?
Il miglioramento del rating di credito è il risultato di una struttura finanziaria solida e di un modello di business diversificato. Tuttavia, ciò che conta di più è cosa faremo in futuro. Il mercato dell’energia, come quello delle telecomunicazioni, diventerà sempre più competitivo e i clienti cambieranno fornitore con facilità. Dobbiamo continuare a garantire competitività e offrire servizi a valore aggiunto per fidelizzare i nostri clienti.
Come pensa di fidelizzare i clienti in un mercato così dinamico?
Oltre a offrire prezzi competitivi, dobbiamo fornire soluzioni concrete. Ad esempio, per i clienti che vogliono installare pannelli fotovoltaici, possiamo gestire l’impianto e permettere loro di pagarlo in modo dilazionato attraverso le bollette. Questo tipo di servizio aiuta a fidelizzare, specialmente per le piccole e medie imprese, che possono beneficiare di soluzioni personalizzate.
Avete recentemente presentato una nuova proposta di Power Purchase Agreement (PPA) per le aziende energivore. Di cosa si tratta esattamente?
Il PPA è un contratto che garantisce un approvvigionamento energetico a lungo termine, spesso legato a fonti rinnovabili. Per le grandi imprese che consumano molta energia, come quelle che superano un gigawatt all’anno, è fondamentale poter contare su forniture stabili e sostenibili. Noi agiamo come aggregatori, cercando di ottenere condizioni migliori per i nostri clienti acquistando energia green in grandi quantità.
Di recente ha parlato di possibili sinergie operative con Dolomiti Energia e Tea. Può confermare?
Assolutamente, c’è un dialogo aperto per possibili collaborazioni. Questo perché ci sono attività che, fatte su larga scala, portano risparmi significativi. Penso ai call center o alla distribuzione dell’energia. Collaborare con altre aziende delle nostre dimensioni per gestire insieme queste attività potrebbe essere molto vantaggioso. Si tratta di una logica di ottimizzazione, che ci permette di migliorare l’efficienza e di offrire un servizio migliore.
Parliamo della distribuzione elettrica. Crede che ci siano margini per intervenire anche in quel settore?
Attualmente, l’85% della distribuzione elettrica in Italia è gestito da Enel. C’è stato un tentativo di ridurre questa quota, ma il processo è rimasto fermo. Credo che un’opportunità interessante sarebbe quella di collaborare con altre imprese del Veneto per acquisire parte della rete di distribuzione. Questo tratterebbe risorse sul territorio e potrebbe abbassare le tariffe per i nostri clienti.
Cosa ci può dire sulla situazione dell’impianto di Ca’ del Bue?
La situazione è complessa, ma stiamo lavorando per sbloccare il progetto. Abbiamo presentato alla Regione Veneto proposte per impianti che trattano i fanghi di depurazione e la plastica, con l’obiettivo di razionalizzare il trattamento dei rifiuti. Dobbiamo cercare soluzioni sostenibili che non gravino sui cittadini, sia in termini di costi che di impatto ambientale.
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