Icarelli (Galilei): «La scuola innova grazie anche ai fondi PNRR»
di Matteo ScolariNella puntata di Focus Verona Economia dedicata al mondo della scuola e della formazione, Matteo Scolari ha ospitato Mariangela Icarelli, dirigente scolastica del Liceo statale Galileo Galilei di Verona e coordinatrice del Collegio dei dirigenti scolastici di Verona, per discutere delle innovazioni nel sistema scolastico veronese grazie ai fondi del PNRR.
Professoressa, la scuola ha subito una forte accelerazione verso l’innovazione, soprattutto dopo l’emergenza Covid. Sappiamo che ci sono anche grandi opportunità offerte dal PNRR. Cosa è cambiato negli ultimi anni?
L’esperienza del Covid ha avuto un impatto profondo sulle scuole. Ha costretto gli istituti di ogni ordine e grado a innovare rapidamente la didattica, passando da un insegnamento in presenza a uno a distanza. Usciti dall’emergenza pandemica, sono arrivati finanziamenti importanti dai fondi europei del PNRR, che hanno permesso di innovare gli ambienti di apprendimento, le metodologie didattiche e la formazione degli studenti. È una sfida enorme, ma anche un’opportunità per migliorare.
Tutto questo rientra nel progetto Scuola 4.0. Uno dei primi passi riguarda la creazione di ambienti di apprendimento innovativi. Come si è mossa la scuola su questo fronte?
Circa due anni fa, abbiamo ricevuto un finanziamento importante proprio nell’ambito del progetto Scuola 4.0. Le scuole sono state chiamate a progettare nuovi ambienti di apprendimento innovativi e laboratori per le professioni digitali del futuro. Questo ci ha impegnato in un lavoro di progettazione complesso: abbiamo dovuto contattare fornitori, progettare spazi e pensare a come queste innovazioni potessero supportare la didattica. Ora stiamo rendicontando tutto, perché i progetti PNRR prevedono procedure molto rigorose.
Sembrano dinamiche quasi aziendali: rendicontazione, contatti con i fornitori, scelta del materiale. Come gestite tutto questo?
È vero, sembra un approccio aziendale, ma la scuola è un ambiente educativo e non deve essere trattata come un’azienda. Abbiamo tempi educativi da rispettare, come i momenti di confronto tra docenti e nei collegi scolastici. Questo ci aiuta a evitare cambiamenti troppo rapidi che potrebbero risultare poco produttivi. La progettazione deve sempre coinvolgere tutte le figure scolastiche e seguire i ritmi dell’apprendimento.
Parlando di innovazione, la formazione del personale è fondamentale per stare al passo con i tempi, giusto?
Assolutamente. Oltre alla creazione degli ambienti, il PNRR ha previsto finanziamenti per la formazione dei docenti, con focus sulla transizione digitale e l’innovazione didattica. Sono previsti laboratori sul campo, corsi online e comunità di buone pratiche tra insegnanti. Questo permette ai docenti di affrontare temi come il mondo digitale e l’intelligenza artificiale con nuovi strumenti, indispensabili per comprendere e insegnare agli studenti.
L’Italia ha una grande tradizione nelle materie scientifiche, e con il PNRR ci sono investimenti anche per promuovere le discipline STEM e il multilinguismo. Ci può dire di più?
Certamente. Uno dei tre grandi filoni di investimento riguarda proprio gli studenti, con percorsi formativi dedicati alle discipline STEM e linguistiche. Stiamo realizzando corsi e attività per preparare i ragazzi alle certificazioni linguistiche, ma anche laboratori per approfondire le materie scientifiche. L’obiettivo è offrire agli studenti competenze utili per il futuro, soprattutto nelle discipline chiave come scienze e tecnologie.
Un altro tema rilevante è la lotta alla dispersione scolastica. Ci sono risorse anche per affrontare questo problema?
Sì, è un problema che ci preoccupa molto. I fondi del PNRR includono anche finanziamenti per ridurre i divari territoriali e supportare i ragazzi a rischio di abbandono scolastico. Ci sono attività di mentoring, coaching e supporto didattico per aiutare gli studenti con maggiori difficoltà. Stiamo lavorando duramente per contrastare questo fenomeno.
Parlando del Liceo Galileo Galilei, che lei dirige, è un’eccellenza soprattutto nelle materie scientifiche, ma offre anche un liceo linguistico. Cosa ci può dire sulle iniziative più recenti?
Sì, il nostro liceo ha una forte vocazione scientifica. Da anni portiamo avanti il progetto del liceo matematico, un’iniziativa straordinaria che adotta un approccio laboratoriale e interdisciplinare. Da quest’anno, abbiamo avviato anche il percorso di biologia con curvatura biomedica, che ci vede collaborare con l’Ordine dei Medici di Verona. Gli studenti coinvolti in questo percorso hanno l’opportunità di fare esperienze dirette in ambito medico, affiancati da professionisti del settore.
Quindi, le scuole veronesi sono davvero in prima linea nell’offrire opportunità formative in ambiti molto attuali.
Assolutamente. Grazie ai finanziamenti e alla collaborazione con le istituzioni locali e nazionali, stiamo offrendo percorsi formativi innovativi che preparano i ragazzi alle professioni del futuro, in particolare quelle legate alla medicina e alle professioni sanitarie, ma anche alle scienze e alle tecnologie.
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