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Pensione bassa: cosa fare se si è già pensionati

di admin

Dopo anni di lavoro, sei finalmente andato in pensione, ma il primo assegno ricevuto è decisamente più basso di quanto inizialmente avevi sperato?

È bene ricordare che il reddito pensionistico ha sempre un valore più basso rispetto a quello che viene percepito durante l’attività lavorativa e, se non si presta attenzione e non si corre ai ripari in tempo, si rischia di trovarsi in serie difficoltà. Non è raro, infatti, che chi va in pensione, anziché godersi la nuova libertà acquisita, si veda costretto a modificare il proprio stile di vita e a fare delle rinunce.

Talvolta l’importo basso è causato da errori di calcolo, i quali ad esempio non prendono in considerazione in modo corretto tutti i contributi versati; se questo è il tuo caso, chiedi il ricalcolo della pensione con MiaPensione e scopri se hai diritto a un assegno più alto e a un rimborso.

In questo articolo andremo a vedere che cosa fare se il calcolo della pensione è stato effettuato in modo corretto, ma l’assegno percepito è davvero troppo contenuto. Naturalmente, per individuare la soluzione migliore per la propria situazione, è sempre consigliabile richiedere una consulenza a degli esperti.

Accrescere l’importo ricorrendo all’integrazione al minimo

Il primo metodo per ottenere una pensione un po’ più elevata consiste nel ricorrere all’integrazione al minimo, così da adeguare l’ammontare dell’assegno mensile ricevuto alla somma minima garantita dalla legge per permettere a tutti i cittadini di concedersi una vecchiaia serena.

Questo sistema consente di adeguare esclusivamente le pensioni calcolate con il metodo retributivo o con quello misto, mentre esclude del tutto le pensioni calcolate con il metodo contributivo puro. Per quanto riguarda la tipologia di pensione, a poter usufruire dell’integrazione sono quelle di vecchiaia, anticipata, di reversibilità, nonché formule agevolate come Opzione donna.

Il diritto a ottenere l’integrazione è riservato a chi ha un reddito inferiore a quello minimo stabilito dalla legge.

La maggiorazione sociale

Un secondo strumento che consente di adeguare una pensione bassa agli importi minimi garantiti dalla legge è la maggiorazione sociale.

In questo caso, a poterne fare richiesta sono tutti i pensionati di età superiore ai 60 anni, titolari di prestazioni pensionistiche a carico dell’Assicurazione Generale Obbligatoria o iscritti, come lavoratori autonomi, a una gestione speciale, il cui reddito non superi una certa soglia. Anche chi percepisce assegno sociale o altre forme di assistenza previdenziale può usufruire della maggiorazione.

Lavorare dopo il pensionamento

Chi non vuole accontentarsi del basso reddito della propria pensione e ha ancora sufficienti forze, può continuare a svolgere un’attività lavorativa pur continuando a percepire l’assegno mensile. Naturalmente, per non rischiare una sospensione della pensione, è necessario prestare attenzione a quanto stabilito dalla legge.

Ad esempio, mentre per chi percepisce pensione di vecchiaia o anticipata calcolate con il sistema retributivo o misto non vi sono limiti, chi ha una pensione calcolata con il metodo contributivo può contare sul cumulo solo se:

  • ha più di 65 anni (se uomo) o 60 anni (se donna);
  • ha più di 40 anni di contributi;
  • ha un minimo di 61 anni e 35 anni di contributi. 

Per conoscere tutti i limiti e le regole, è sempre opportuno consultare un esperto del settore.

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