Marmomac: il cuore pulsante di un’economia che guarda al futuro
di Matteo ScolariVerona si prepara ancora una volta ad accogliere Marmomac, la fiera internazionale del marmo e della pietra naturale, giunta alla sua 58ª edizione. Un evento che, come sottolineato dagli ospiti di Focus Verona Economia, è molto più di una semplice esposizione: è una vetrina mondiale, una piattaforma di relazioni e soprattutto un catalizzatore di investimenti e innovazione per un settore che ha radici profonde, ma che deve sempre più guardare al futuro.

In un contesto globale segnato da incertezze e sfide geopolitiche, Marmomac rappresenta un punto fermo per le aziende italiane, soprattutto per quelle del distretto veronese, che da sempre si distinguono per la qualità della loro produzione e la capacità di innovare. L’edizione di quest’anno è un’occasione particolarmente rilevante per rilanciare il settore e per ribadire il ruolo di Verona come epicentro del mondo lapideo.

Come ha spiegato Filiberto Semenzin, presidente di Verona Stone District, Marmomac non è solo una fiera, ma un momento fondamentale per far sentire la presenza istituzionale delle aziende del marmo in un mercato sempre più competitivo e complesso. La sfida non è soltanto quella di mantenere alta la qualità, ma anche di garantire alle imprese italiane le condizioni per competere a livello internazionale, in un mondo in cui i competitor non sempre rispettano le stesse regole o standard.

La fiera, ha ricordato anche Francesca Zivelonghi, responsabile di Marmomac per Veronafiere, è una straordinaria vetrina per mettere in mostra le eccellenze del nostro Paese. La capacità del settore tecnologico di innovare e portare il made in Italy in prima linea è cruciale per attrarre investimenti stranieri e mantenere saldi i rapporti con mercati chiave come gli Stati Uniti e la Germania, nonostante le difficoltà che questi ultimi stanno attraversando.

Le parole di Federica Zanini, del Consorzio Marmisti Val di Pan, hanno rimarcato l’importanza di Verona Stone District, una realtà nata per riunire sotto un unico brand i principali attori del settore lapideo veronese. Questo progetto ha contribuito a creare sinergie tra aziende che, individualmente, avrebbero avuto maggiori difficoltà ad affrontare le sfide del mercato globale. Grazie alla cooperazione e al confronto continuo, le imprese del distretto possono oggi affrontare con maggiore fiducia e capacità di adattamento le trasformazioni in atto.

La volontà di investire, nonostante le difficoltà, è un tema che attraversa tutta la narrazione di Marmomac 2024. Come ha ben sottolineato Semenzin, le imprese del marmo veronese non si arrendono: guardano al futuro con determinazione, pronte a investire in nuove tecnologie, nuovi macchinari e nuovi mercati, perché sanno che solo chi continua a innovare potrà rimanere competitivo in uno scenario globale in continua evoluzione.
Marmomac diventa così una bussola per l’intero settore. È un’occasione per incontrarsi, confrontarsi e guardare insieme oltre la crisi, con la consapevolezza che solo investendo in qualità e sostenibilità si potrà uscire più forti dalle difficoltà del presente. La manifestazione non è solo business, ma anche cultura, come ha evidenziato Zivelonghi, e la capacità di coniugare tradizione e innovazione è ciò che rende Marmomac la fiera di riferimento per il settore lapideo a livello mondiale.
In questo scenario, Verona non è solo una città che ospita un evento internazionale: è il cuore pulsante di un’economia che, nonostante le avversità, non smette di credere nel proprio potenziale e di investire nel futuro. Marmomac, dunque, non è solo una fiera, ma un simbolo della capacità imprenditoriale italiana, capace di guardare avanti e di adattarsi ai cambiamenti del mercato globale con la tenacia che ha sempre contraddistinto il nostro Paese.
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