Morti bianche, in Veneto due vittime in gennaio
di RedazioneNel corso del primo mese del 2024, la regione Veneto ha già dovuto fare i conti con due tragiche perdite sul lavoro, registrando un decesso a Padova e un altro a Verona. Sebbene rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente si registri un decesso in meno, la situazione rimane di grande preoccupazione.

La mappatura dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega Engineering di Mestre evidenzia che il Veneto si posiziona favorevolmente a livello nazionale (dove le morti bianche da inizio anno sono state complessivamente 45), entrando in zona bianca con un’incidenza di mortalità sul lavoro significativamente inferiore alla media italiana. Tuttavia, nonostante questa classificazione positiva, il rischio di morte sul lavoro a gennaio 2024 in Veneto (0,5 morti per milione di occupati) rimane una realtà da affrontare con serietà.
La provincia di Verona, in particolare, si distingue negativamente trovandosi in zona rossa con un’incidenza di mortalità di 2,4, evidenziando la necessità di interventi mirati per migliorare la sicurezza nei luoghi di lavoro.

Parallelamente, si assiste a un incremento del 4,8% delle denunce di infortunio totali rispetto a gennaio 2023, con un totale di 4.959 segnalazioni su un panorama nazionale di 42.166, rappresentando così l’11,8% del totale italiano.
Il Presidente dell’Osservatorio, Mauro Rossato, sottolinea come, dopo una significativa diminuzione delle denunce negli ultimi due anni grazie alla fine dell’emergenza sanitaria legata al Covid, si stia ora assistendo a un’inquietante inversione di tendenza. Questo aumento non trova giustificazioni in fattori esterni come il virus, ma evidenzia piuttosto un problema di sicurezza sul lavoro ancora molto presente nel nostro Paese.

Il settore manifatturiero emerge come il più colpito in Veneto, seguito da costruzioni, commercio, sanità, e trasporti e magazzinaggio, richiamando l’attenzione sulla necessità di politiche di prevenzione e protezione efficaci.
La provincia di Treviso si segnala per il maggior numero di denunce totali, evidenziando un quadro complesso che coinvolge diversi settori e aree geografiche della regione.
Infine, le statistiche sugli infortuni per genere, nazionalità ed età offrono ulteriori spunti di riflessione per indirizzare le future azioni di prevenzione e intervento, con un particolare focus sulla popolazione lavorativa femminile, straniera, e sui giovani lavoratori.
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