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Stati Generali della Lessinia: futuro e sostenibilità

di admin
Grande successo e tanti ospiti all'evento di ieri sera organizzato dall'Associazione Verona Network. Nona edizione al Teatro di Bosco Chiesanuova: una tavola rotonda su territorio e sostenibilità

Si è tenuta, il 14 luglio, al Teatro Vittoria di Bosco Chiesanuova la nona edizione degli “Stati Generali della Lessinia”. “Lessinia Sostenibile”, il titolo dell’evento che vuole trovare soluzioni concrete per il futuro del territorio. Una vera e propria tavola rotonda con tanti ospiti tra sindaci e istituzioni per la promozione e la valorizzazione del territorio.  
A inaugurare l’incontro, i saluti istituzionali della vicepresidente della Regione Veneto Elisa De Berti, il sindaco di Bosco Chiesanuova Claudio Melotti e gli onorevoli Diego Zardini e Paolo Paternoster. I quattro ospiti dell’evento hanno ricordato l’importanza di fare rete e di costruire insieme dei progetti capaci di coniugare la sostenibilità ambientale con quella anche sociale ed economica, in modo tale da valorizzare e creare nuove opportunità per il territorio della Lessinia e per garantire un futuro alle generazioni più giovani
Risorse rinnovabilicomunità energeticheeconomia circolare e sostenibilità sociale sono stati i temi principali trattati dal convegno organizzato dall’associazione Verona Network

«Dobbiamo fare in modo che la sostenibilità non sia solouna chiacchiera. Fare sostenibilità vuol dire anche fare economia circolare – spiega Federico Testa -. Sono molte le cose che si possono mettere in pratica: alcune sono più semplici altre meno. Bisogna lavorare sulle energie rinnovabili come il sole e il vento tenendo però in considerazione che anche questo tipo di risorse hanno un impatto sull’ambiente. È inoltre importante tenere a mente che l’energia generata da sole e vento è discontinua e non programmabile. Bisogna dunque aggiungere un altro tipo di energia a quella rinnovabile sfruttando l’acqua o le biomasse». Un’altra risorsa che cambierebbe radicalmente la produzione di energia è quella generata dalla fusione nucleare, un tipo di energia che non produce scorie e usa materie prime molto diffuse.
Centrale il tema della sostenibilità sociale alla luce dello scoppio della Pandemia da Covid-19 del 2020 e dell’attuale conflitto in Ucraina. Eventi che hanno messo in evidenza ancora di più le differenze sociali e le povertà. «Gli abitanti della Lessinia sono persone che sono sempre state abituate a lavorare e a rinnovarsi continuamente – afferma Ermanno Anselmi -. Noi come enti di secondo livello dovremmo calarci sul territorio risorse che permettano il dialogo e l’interconnessione. Noi crediamo che il vero patrimonio non siano le risorse economiche ma i soci che ci permettono di finanziare iniziative che possono diventare sostenibili».
Anche Fondazione Cariverona crede nel valore delle risorse umane in termini di sostenibilità per affrontare le sfide del futuro: «Noi come Fondazione Cariverona investiamo sui giovani e sulle fasce più fragili per creare degli effetti leva sulla società – spiega Filippo Manfredi -. Pensiamo che sia importante non solo concentrarci sulle risorse economiche ma soprattutto su quelle umane, in quanto crediamo che sia fondamentale coinvolgere più soggetti per cambiare il territorio. Incontriamo specialisti di settore per cercare di capire quali siano i mutamenti della nostra società in modo tale da declinare i nostri interventi sul territorio nel modo più sostenibile possibile».
Riccardo Tessari di WeForGreen ha invece sottolineato come le comunità energetiche possano essere un buon investimento soprattutto in territori complessi come quello della Lessinia. «La Lucense fu una delle prime comunità energetiche – racconta Tessari -. WeforGreen investe dal 2011 in Lessinia sulle risorse rinnovabili. Abbiamo individuato un contesto dove autoprodurre energia pulita e sostenibile. Ci sono sei impianti sul territorio nazionale e abbiamo raccolto 4 milioni e mezzo di euro dalle famiglie che volevano autoprodurre la propria energia, cercando di rispondere anche ai rincari delle bollette. Le persone oggi non valutano i propri investimenti solo a livello economico, ma prendono in considerazione anche l’impatto sull’economia reale e sul settore socio-ambientale».
Ha chiuso il convegno, infine, Federico Perillo. «ll 95% dei finanziamenti della BCC avvengono nel proprio territorio di competenza – spiega Perillo -. Deve tornare la circolarità della ricchezza e intendiamo sostenere soprattutto le nuove generazione. Anche noi crediamo che la sostenibilità debba essere applicata non solo all’ambiente, ma anche all’ambito sociale e alla governance. Questo è un momento storico di grande sfida ma anche di grandi opportunità».
 

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