Fondazione Arena, sempre alta l’attenzione dei sindacati
di adminA distanza di mesi dallo sciopero unitario indetto durante il Festival areniano 2021, che ha sancito un giudizio preciso della quasi totalità dei lavoratori sulla gestione di Fondazione Arena, i temi che hanno innescato la massiccia protesta delle maestranze, secondo le sigle sindacali CGIL SLC, FISTel, CISL ,UILCom, UIL, FIALS e CISAL risultano ancora irrisolti.
Anche nell’ultima assemblea generale, svoltasi il 29 dicembre 2021, lavoratrici e lavoratori avrebbero espresso preoccupazione ponendo l’accento sul tema della programmazione al Teatro Filarmonico e sulla scarsa pubblicizzazione di questa attività.
«Le preoccupazioni sono purtroppo confermate dai numeri che si registrano al botteghino nelle serate al Filarmonico: su una capienza di circa 1200 posti la media degli spettatori è molto bassa e sarebbe scorretto dare la colpa solo all’emergenza sanitaria (basta vedere la media degli altri teatri). – si legge nella nota a firma di Mario Lumastro, Elena Mazzoni, Ivano Zampolli e Dario Carbone – Tutto ciò, unitamente al fatto che il livello occupazionale in FAV si sta drasticamente riducendo (al momento si attesta intorno ai 220 dipendenti) per effetto del mancato turn over in tutti i settori e per una lacunosa e discutibile politica delle assunzioni, alimenta nelle OO.SS. il timore che si stia realizzando una strisciante dismissione della mission istituzionale dell’Ente».
«Questi timori sono altresì alimentati da una perdurante carenza nel livello di informazione e di un confronto costruttivo con la delegazione sindacale (la definizione della Pianta Organica, ad esempio, è ancora sconosciuta). Ancora continua la politica aziendale di ignorare i diritti di precedenza dei lavoratori a termine che produce un insensato accumulo del Fondo rischi a scapito dell’uso del denaro pubblico per l’attività lirico-sinfonica e di balletto al Filarmonico, quest’ultima rimasta una promessa da ben quattro anni. Sempre sulle modalità di gestione del personale aggiunto lo stesso Ministero della Cultura, debitamente informato dalle rsu, ha richiesto immediate delucidazioni». conclude la nota dei sindacati.
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