Bollino rosso: il caldo mette a rischio l’agricoltura
di adminIl caldo torrido di questi giorni sta mettendo in difficoltà le attività agricole oltre a quelle legate all’allevamento di bovini. A causa delle alte temperature infatti, la produzione di latte è calata drasticamente e gli animali hanno mostrato segni di sofferenza.
Le colture veronesi stanno soffrendo del repentino passaggio da una primavera fresca a temperature che in questi giorni sono arrivate a 34 gradi.
«Siamo di fronte a un giugno siccitoso e a un caldo africano di cui non si ha memoria da decenni – sottolinea Alberto de Togni, presidente di Confagricoltura Verona -. Siamo passati da un maggio fresco a un’estate di fuoco che ci sta costringendo a razionalizzare le risorse idriche».
Bene che diventa sempre più prezioso quello dell’acqua che viene centellinata nella distribuzione in una fase centrale della produzione agricola annuale: questi sono i mesi della della raccolta del grano.
«Il caldo è ottimo per questo seminativo -prosegue de Togni- ma ci aspettiamo che arrivi la pioggia in quanto mais e soia e altre colture a pieno campo, comprese le orticole, le viti e gli alberi da frutto, hanno bisogno di acqua e temperature fresche. Le irrigazioni di soccorso sono indispensabili, ma questo comporta un aumento vertiginoso dei costi».
Un surplus di spese che andrà a gravare sui redditi degli agricoltori già messi a dura prova dalla pandemia.
Caldo e siccità stanno mettendo a dura prova in particolare le orticole: con le elevate temperature diurne mostrano evidenti segni di stress, come foglie accartocciate e piante ingiallite.

«La siccità è un problema che si aggrava di anno in anno, dato che la piovosità diminuisce causando lo svuotamento degli invasi idrici, che sono in funzione dell’irrigazione di soccorso – sottolinea Andrea Lavagnoli, presidente di Cia – Agricoltori Italiani Verona -. La siccità porta con sé altre problematiche come l’invasione degli insetti».
Stanno emergendo criticità anche per le foraggere, perché la mancanza di acqua comporta una diminuzione dei tagli del fieno. Anche le viti stanno cominciando a soffrire la sete, soprattutto dove non ci sono sistemi irrigui in atto. Per quanto riguarda i seminativi, il frumento è arrivato a maturazione e non dovrebbe risentire delle siccità, mentre il mais è in piena levata ed è quindi nel momento di massimo fabbisogno idrico.
Oltre al caldo e alla mancanza di piogge, il mercato ortofrutticolo registra un tracollo dei prezzi di prodotti come meloni e melanzane. «Il tonfo dei prezzi per frutta e verdura è dovuto anche al cambiamento delle abitudini alimentari e alla riduzione dei consumi -conclude il presidente Lavagnoli-. I produttori, in seguito ai cambiamenti climatici degli ultimi 10-15 anni, hanno adottato tecniche di irrigazione molto più costose con l’obbiettivo di risparmiare acqua. Questo comporta costi più alti. Di qui il calo degli acquisti nell’ortofrutta».
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