ATO Veronese, Fanton: «Al lavoro per una soluzione concreta contro gli allagamenti»
di adminTra i candidati all’undicesimo Premio Verona Network anche il Consiglio diBacino ATO Veronese, l’ente garante del servizio idrico integrato a Verona e provincia nato a inizio anni 2000 per coordinare e sovrintendere le attività della aziende erogatrici, ovvero Acque Veronesi e Gardesana Servizi.
L’anno e mezzo di emergenza sanitaria ha sicuramente destabilizzato anche le normali attività dell’ente, sia in termini di operatività che di relazione con le aziende erogatrici. «Abbiamo spostato tutti gli incontri in remoto – racconta il presidente ATO Bruno Fanton – ma nel complesso le operatività si sono mantenute stabili in termini di progettualità, operatività, interventi, infrastrutture e tariffe. In particolare, nell’ultimo periodo, ATO si è impegnato nello stare vicino all’utenza circa le difficoltà create dall’emergenza sanitaria».
Il Consiglio di Bacino lo ha fatto in particolare riproponendo il fondo di solidarietà, ovvero risorse destinate all’utenza più debole. «Abbiamo individuato le risorse nelle pieghe del bilancio – spiega Fanton – e le destiniamo agli utenti più in difficoltà, il numero dei quale è cresciuto in questa fase emergenziale. Ovviamente l’assegnazione delle risorse avviene attraverso una verifica delle singole situazione da parte dei Servizi Sociali dei singoli comuni, con i quali ci coordiniamo».
Da poco ATO ha anche rinnovato un accordo con le associazioni dei consumatori, portando avanti un’iniziativa quasi unica sul territorio nazionale, per la gestione delle conciliazioni dovute a perdite occulte. «Le problematiche che possono presentare fognature e acquedotti sono note a tutti e per l’utenza possono rivelarsi dolorose. Pensiamo alle seconde case, dove non c’è possibilità di controllo regolare, a perdite che proprio non si riescono ad individuare o a situazioni nelle quali manca una forma agevole di lettura del contatore. Situazioni in cui il cittadino, soprattutto quello più debole, deve fare da sé e magari trovarsi a pagari bollette impegnative. Un’iniziativa meritevole che portiamo avanti dal 2013, rinnovata con la piena disponibilità delle aziende erogatrici che hanno anche costituito un fondo per la gestione di questo accordo».
I progetti per il futuro contro gli allagamenti
Per il futuro i progetti sono ambiziosi: ATO sta infatti promuovendo protocolli d’intesa e dichiarazioni d’intenti tra le aziende erogatrici di servizi, l’Ordine degli Ingegneri di Verona e i diversi comuni della provincia per provare a trovare una soluzione al fenomeno degli allagamenti.
«Abbiamo iniziato a studiare delle possibili soluzioni per gli allagamenti – racconta Fanton -, una problematica che coinvolge soprattutto le aree fortemente urbanizzate e massicciamente impermeabilizzate della provincia, come il centro di Verona o grossi nuclei abitativi quali Villafranca o Legnago, le cui reti idriche risalgono a decenni orsono e sono state progettate quando non vi erano fenomeni atmosferici così massicci e anomali come quelli odierni. La situazione deve essere studiata come fenomeno strutturato e da un punto di vista progettuale, non bastano più soluzioni estemporanee o superficiali. Conosciamo a vario titolo i motivi di questi allagamenti ma non conosciamo le modalità che possono ridurre la fenomenologia del problema. Per questo ci stiamo impegnando affinché i comuni metteranno a disposizione dell’Ordine degli Ingegneri dati e archivi; l’Ordine, con le sue specifiche professionalità, analizzerà nel dettaglio le cause specifiche degli allagamenti e porrà in essere in maniera scientifica gli interventi per cercare di ridurre i fenomeni».
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