Confcooperative Verona e il modello cooperativo
di adminConfcooperative Verona è una branca di Confcooperative nazionale; è un’associazione di categoria, quindi di rappresentanza, del mondo della cooperazione. La sua storia ha radici molto profonde, lontane più di cent’anni, mentre a livello territoriale la nostra realtà ha parecchi decenni. Il presidente Fausto Bertaiola e il direttore Davide Bulighin ci raccontano la loro realtà.
«Raggruppiamo circa 250-270 cooperative provenienti da tutti i settori dell’economia. Siamo uno spaccato tra la società e l’economia in generale. In questo sta la nostra missione e il nostro lavoro: dare servizi, assistenza e accompagnare le cooperative in tutte le loro necessità. Con la crisi pandemica ci siamo dovuti reinventare e in questo sta la nostra operatività».
Come per molte altre realtà, il 2020 è stato un anno complesso, che però non ha scoraggiato Confcooperative Verona: «Veniamo da un momento molto particolare della storia del nostro Paese: abbiamo dovuto rivedere tutte le categorie di approccio tradizionali in favore di uno strumento che potesse essere più vicino possibile alla mutevolezza e alle nuove esigenze delle aziende. Tutti noi abbiamo dovuto fronteggiare tematiche che non avevamo mai affrontato prima. Noi di Confcooperative abbiamo abbiamo accompagnato le aziende in questo periodo molto complicato. È stato un anno molto complesso, ma i feedback delle nostre associate sono molto positive. Ci siamo sviluppati sulla base di due macro-direzioni: implementare l’assistenza e servizi e potenziare il coordinamento politico ed economico, funzionale alla migliore rappresentanza possibile all’interno del nostro panorama economico».
Tanti i progetti in cantiere: «Stiamo lavorando relativamente ai concetti di ripartenza dell’economia. La tematica che ad oggi è per noi centrale è il rilancio del modello cooperativo all’interno del quadro di ripartenza e ripresa del nostro quadro economico. Siamo convinti che il modello cooperativo sia particolarmente attento alle nuove sensibilità che stanno emergendo. Un esempio di tali sensibilità è la sostenibilità, intesa come ambientale, economica e sociale. Il modello cooperativo è probabilmente quello che meglio coadiuva questi tre aspetti della stessa medaglia. Recentemente abbiamo fatto un convegno sui WBO, i Workers BuyOut. A fronte di un’inevitabile crisi aziendale che alcune realtà vivranno, noi cercheremo di candidare lo strumento cooperativo come veicolo per uscire dalla loro situazione mediante la rilevazione dell’azienda in crisi da parte dei lavoratori per la salvaguardia del loro posto di lavoro».
Il modello cooperativo si dimostra dunque uno strumento vincente ed efficace, come dimostrano gli indici di Confcooperative. «Finché ci saranno cooperative e una richiesta da parte loro di avere maggiore voce e rappresentanza, Confcooperative continuerà a esistere. L’aspetto stimolante è il fatto che abbiamo riscontrato nel nostro quotidiano che il modello cooperativo è un modello ancora attuale: negli ultimi dieci anni, i numeri delle nostre cooperative sono infatti in controtendenza per forza lavoro e fatturato. Il modello cooperativo, quindi, anche in momento di difficoltà ha risposto in maniera positiva».
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