CIA Verona, Lavagnoli: «Innovazione e sostenibilità parole chiave del futuro»
di adminCIA Verona, struttura della Confederazione Italiana Agricoltori, è un’associazione di categoria del mondo agricolo che lavora per la valorizzazione, lo sviluppo e la tutela delle aziende e degli operatori agricolo.
«Agli iscritti, l’Associazione offre servizi a 360° in termini di salvaguardia del reddito e consulenza, senza dimenticare il grande lavoro di rappresentanza nei confronti delle istituzioni per portare anche ai massimi livelli europei le istanze della nostra base» racconta il Presidente di CIA Verona Andrea Lavagnoli.
L’ultimo anno, nonostante la preoccupazione sanitaria, il mondo agricolo non ha mai smesso di lavorare, rivedendo l’organizzazione del lavoro e imparando a gestire diversamente gli spazi e i lavoratori.
Il fronte più critico, come spiega il presidente, è stato sicuramente quello dell’interconnessione con gli altri settori economici. «Pensiamo solo al settore HORECA, uno tra i più colpiti dalle chiusure, al quale noi forniamo soprattutto i prodotti freschi. Il loro essere chiusi o fortemente limitati nell’esercizio ha avuto delle conseguenze anche sulla nostra attività e sulla nostra produzione, con meno vendite ma anche alcuni casi di speculazione. Analoga la situazione degli agriturismi, forme di integrazione al reddito di alcune aziende agricole, che non hanno avuto alcun tipo di attività nell’ultimo periodo».
Tante le iniziative messe in campo nell’ultimo anno per sostenere gli associati. CIA Verona ha infatti puntato molto sulla comunicazione, creando una newsletter informativa molto puntuale circa scadenze, proroghe e adempimenti normativi. «Inoltre, abbiamo aiutato le aziende a predisporre al loro interno il protocollo sanitario che veniva richiesto – racconta Lavagnoli -, abbiamo implementato l’assistenza telefonica e da remoto e per casi particolare abbiamo anche proposto una consulenza in sede. Abbiamo presentato molte domande per le istanze di contributo a fondo perduto, richieste e calcoli per l’esonero contributivo».
Il futuro, secondo Lavagnoli, deve tener conto di due parole chiave: innovazione e sostenibilità. «Tutto deve ruotare attorno a questo – conclude il presidente – senza dimenticare la forte tradizione e specificità della tradizione agricola italiana, che offre prodotti di qualità importante. Dobbiamo innestare su questa tradizione un occhio di riguardo verso il green, lavorando tanto in ambito formativo».
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