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Corsa alle criptovalute tra USA e Cina.

di admin
Dopo la guerra dei dazi tra le due superpotenze, che sembra finalmente essere giunta alla fine, il nuovo campo di battaglia di questa “guerra fredda” finanziaria sarà segnato dalle criptovalute.

Un campo, questo, che potrebbe portare la comunità internazionale di enti finanziari a riconoscere finalmente alle valute digitali l’importanza che queste meritano: un incredibile passo avanti verso l’adozione di criptomonete che porterebbero ad un’ulteriore accelerazione dei processi economici.

La Cina pronta a lanciare la propria crypto

È questa la soluzione trovata da Pechino, a quanto pare, al problema della gestione del proprio mercato interno e della circolazione di denaro.
Dopo la guerra commerciale tra il più grande consumatore (gli Stati Uniti d’America) e il più grande produttore (la Repubblica Popolare Cinese) al mondo, Pechino si è accorto che un’abbondanza di liquidità che non poteva più essere assorbita dal mercato estero, di fatti, rappresentava un problema maggiore di quanto non avessero immaginato.
La soluzione, come annunciato dalla SAFE, l’ente governativo preposto al controllo della circolazione di criptovalute sul territorio cinese, sarebbe quella di lanciare una propria criptovaluta per gestire i flussi di denaro del mercato interno.
La moneta digitale cinese sarebbe pronta nel 2020 e sarebbe completamente gestita dalla Bank of China, l’equivalente della FED statunitense. A confermare i sospetti ha provveduto nel tempo Baidu, il 3° motore di ricerca al mondo e il primo in Cina.
Stando ai rilevamenti di Baidu, le ricerche su parole chiavi come “bitcoin”, “blockchain” e “criptovalute” sono aumentati del +200% negli ultimi mesi e tutte e tre sono tra le 10 ricerche più effettuate nell’ultimo periodo.

Gli USA sorridono al Ripple

La risposta americana non si è fatta attendere, e Bank of America, la seconda banca più importante degli Stati Uniti, seconda solo a JPMorgan Chase, si è detta pronta al lancio di una serie di prodotti basata sul Ripple.
Parallelamente anche MoneyGram, società leader mondiale nei trasferimenti di denaro, con sede a Dallas, Texas, ha aderito al piano ODL (On Demand Liquidity) di Ripple, spronando nel mentre la compagnia ad accelerare i propri ritmi di crescita per fronteggiare una massiccia espansione sul mercato.
A chiudere la cornice vi è stata la decisione di Ripple di procurarsi una nuova sede, a Washington, vicini alla SEC, l’autorità federale per il controllo delle Borse Valori.
Chiaro segnale, questo, che il futuro delle offerte finanziarie e delle transazioni sul suolo americano porteranno l’insegna XRP.

Investire in criptovalute: è arrivato il momento?

A quanto pare il mondo si è pronunciato a favore: il futuro è delle criptovalute. Non soltanto, infatti, USA e Cina si sono mosse a tal proposito ma anche altre nazioni stanno adottando sempre più misure per iniziare una conversione verso le valute digitali.
In pole position non si può non annoverare il Giappone, nel quale i volumi di scambio tramite Bitcoin hanno da tempo raddoppiato quelli effettuati tramite lo Yen e le regolamentazioni sull’impiego delle criptovalute per gli scambi commerciali sono da tempo all’avanguardia.
Gli investimenti sulle criptovalute, nel frattempo, vedono un bivio dinanzi a sé: da un lato gli Exchange, dall’altro lepiattaforme per investire in criptovalute.
Senza nulla da togliere ai primi, le seconde sono da tempo la scelta più raccomandata: maggiori livelli di sicurezza e possibilità di realizzare investimenti speculativi qualitativamente migliori già da tempo hanno deciso la partita tra le due offerte.
Investire su criptovalute tramite i broker, di fatti, permette di ricavare profitti a prescindere dal loro andamento sul mercato, dando la possibilità di operare sia sul rialzo che sul ribasso di queste.
Operare flessibilmente è, al momento, la migliore strategia possibile visto che, nonostante le buone notizie che provengono dal mondo, il mercato delle valute digitali non si è ancora sufficientemente definito per poter pensare ad investimenti diretti.

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