Cibo e importazioni dall’estero: ora è tutto tracciabile
di adminLa normativa doganale vigente, complessa e oramai obsoleta, vietava l’accesso ai dati sulle importazioni e impediva dunque di ottenere importanti informazioni sulla provenienza e le modalità di produzione di questi prodotti. Basti pensare che oltre il 30% dei prodotti agroalimentari nazionali sono lavorati a partire da materie prime, quali latte o carne, di provenienza estera senza che queste debbano rispettare tutto il processo di controllo a cui invece sono soggette le produzioni nazionali. A tal proposito, nel corso dell’anno appena trascorso, sono state 398 le notifiche inviate all’Unione Europea in merito ad allarmi alimentari e l’83% di queste riguardanti prodotti provenienti da altri paesi dell’Unione o extracomunitari.
Questo successo rappresenta un notevole passo in avanti per la tutela della salute e della sicurezza dei cittadini. I rischi legati alla diffusione di prodotti nocivi, contraffatti e malevoli saranno fortemente ridotti e sarà più difficile introdurre nel nostro paese merci non prodotte nel rispetto dellenorme sull’etichettatura che tutelano la salute pubblica. L’eliminazione del segreto di stato è una buona notizia anche per le imprese nazionali che hanno patito negli ultimi anni la concorrenza sleale di produttori stranieri che hanno immesso nel nostro mercato prodotti contraffatti, di scarso valore e qualità e soprattutto nocivo per la salute oltre che per il mercato interno.
Il nostro paese è da sempre attento alla qualità dei prodotti agroalimentari e alla tutela della salute ed ha introdotto severe e rigide norme per la produzione nonché la tracciabilità dei prodotti che deve essere presente sulle etichette. Alcuni prodotti, inoltre, come carne, latte e derivati, olii e altro, hanno un’attenzione maggiore e sono previste disposizioni particolari per la produzione e l’etichettatura.
Sulle etichette è obbligatorio riportare il marchio aziendale, il nome del prodotto legalmente registrato, riferito appunto al nome commerciale, e il nome della tipologia del prodotto, ad esempio pasta essiccata, biscotto frollino, ecc. Tutte queste informazioni devono essere riportate a vista e racchiuse nel campo visivo di chi legge, essere visibili e chiare, nonché devono essere scritte in modo da non poter essere contraffate o cancellate. L’etichetta deve altresì riportare i valori nutrizionali dell’alimento, cioè devono comunicarci quanti grassi, proteine, zuccheri o qualsiasi altro nutrimento contengono. Per i prodotti che sottolineano la scarsa o maggiore presenza di un nutrimento nel prodotto (ad esempio “povera di sodio”, “senza olio di palma”, “senza grassi”), devono rispettare rigide normative sia sulla trasparenza che sulla salute e devono dimostrare che il loro prodotto rispetti quanto promesso nella dicitura. Non bisogna dimenticare inoltre che è necessario riportare gli ingredienti o le sostanze che sono state utilizzate nel processo di produzione e che sono contenute nell’alimento oltre che è fatto obbligo segnalare eventuali effetti indesiderati o danni sull’uomo, sulle cose o sull’ambiente. Anche gli imballaggi utilizzati devono rispettare specifiche normative e devono essere contrassegnati dai simboli o dalle diciture necessarie ad accertarne la tipologia e la composizione chimica dell’imballaggio. Le etichette devono inoltre essere scritte in una lingua ed in un linguaggio comprensibile al nostro mercato per cui i prodotti stranieri devono obbligatoriamente, salvo alcune eccezioni, essere scritti in lingua italiana e devono contenere il paese d’origine del prodotto. Infine bisogna ricordare che le etichette devono riportare i dati anagrafici dell’azienda, o del singolo, responsabile legale del prodotto, sia esso produttore o distributore(Inf.Pubbl.)
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