Associazione Amici di Sant’Eufemia, Verona. “Premio Santa Eufemia, per la Promozione della Dignità Umana”.
di adminLa “Lega del Filo d’Oro, Osimo, da oltre 50 anni, è impegnata al fianco delle persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali, consentendo loro, attraverso esercitazioni ed indicazioni, di comunicare, con i familiari e con il mondo esterno. L’opera della Lega si concretizza nell’assistenza, educazione, riabilitazione e reinserimento nella famiglia e nella società di bambini, giovani e adulti, sordo ciechi e pluriminorati psicosensoriali, ridando dignità alla loro persona. La sordocecità, aggiunta alla pluriminorazione, crea problemi insormontabili, che spingono il sordocieco verso un completo isolamento, anche affettivo. La Lega del filo d’Oro rappresenta un’unica realtà, avente come obiettivo di migliorare il servizio offerto alle famiglie, con operatori qualificati, al fianco di una consolidata opera di ricerca e di sperimentazione, restituendo dignità alle persone, colpite dalle patologie citate. Inoltre, nella sede di Osimo e in tutte le sedi dell’Associazione, opera ilCentro Diagnostico, dove un’équipe multidisciplinare, composta da psicologi, educatori, assistenti sociali e medici specializzati in riabilitazione, effettua una completa valutazione della persona, con interventi precoci sui bambini, al di sotto dei 4 anni. Completa l’attività della Lega del Filo d’Oro ilCentro di Ricerca, che opera principalmente sul versante riabilitativo, supportato da un’équipe dedicata, che segue numerosi progetti in ambito nazionale e all’interno della Comunità Europea, con un appositoCentro di Documentazione. Ci segnala l’importante iniziativa benefica l’amico Gianfranco Tommasi. Per ulteriori informazioni: Associazione Amici di Santa Eufemia, Verona, via Francesco Emilei, 32, 37121 Verona.
Pierantonio Braggio
STORIA DEL PREMIO S.EUFEMIA
Il”premio S.Eufemia” istituito dall’Associazione Amici di S.Eufemia, (cioè dai giovani di un tempo che all’ombra del campanile hanno ricevuto il dono delle fede) viene da lontano. Ufficialmente nasce nel 1994, quando venne conferito per la prima volta ad una figura di sacerdote eccezionale, Mons. Luigi Fraccari di S.Ambrogio di Valpolicella, (ispiratore del premio) storico curato di S.Eufemia, che nel 1943, con l’autorizzazione delle Autorità Ecclesiastiche, lascia la parrocchia e i suoi ragazzi e va in Germania. Superando rischiosissime difficoltà e con in mano il passaporto internazionale della Santa Sede, entra nelle prigioni dove languono 600mila italiani che all’indomani dell’armistizio tra l’Italia e gli angloamericani, da amici e alleati della Germania, diventano nemici. Con indomita e caparbia determinazione, Don Fraccari riesce dare speranza ai nostri soldati prigionieri, e grazie al Vaticano, anche a curarli e nutrirli, ricostruendo la loro dignità.
Terminata la guerra consuma le già consunte scarpe per entrare negli scantinati tra le rovine dei palazzi bombardati di Berlino, rifugio di centinaia di ragazzi orfani e sbandati che vivono di espedienti. Il suo intento è quello di ricostruire e dare dignità alla loro vita. Con l’aiuto degli alleati e della S. Sede, ristruttura un vecchio capannone e ricava camerate, servizi, cucine. In seguito acquisirà altri spazi dove realizzerà aule e laboratori per dare a quei ragazzi vittime del nazismo la possibilità di imparare un mestiere.
Pietra su pietra l’indomito uomo di Dio fonda un’opera (ancora oggi in attività) che chiamerà “Casa Pio XII”, in omaggio al Pontefice che lo ha incoraggiato e aiutato.
L’opera di Mons. Fraccari, non si ferma qui. Lo stesso farà con i reduci dalla Russia in transito dalla Germania per raggiungere l’Italia, vinti disorientati e abbandonati a sé stessi. Tra le macerie di Berlino, istituisce un centro di raccolta/notizie riguardanti i dispersi e morti italiani. Stabilisce un coordinamento tra quello che resta delle autorità civili germaniche, i Comandi Russi, i comandi alleati e l’Italia. Crea un ponte con le associazioni che nel nostro Paese si adoperano per fornire notizie alle famiglie dei dispersi.
Dopo 35 anni di missione in Germania, lascia la sua opera in mani sicure, torna in Italia nel suo paese natale, S.Ambrogio di Valpolicella, dove morirà nel 2000 a più di novant’anni.
Verona 03 dicembre 2018 Per informazioni 347 9779806
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