Capo Verde corner. Premiato Padre Ottavio Fasano, per i suoi vini “estremi”, “Pico do Fogo” e “Santa Luzia”, prodotti nella Repubblica di Capo Verde.
di adminUn evento molto partecipato, quello del precedente concorso vinicolo internazionale, Mondial des Vins Extrêmes, tenutosi a Sarre, Val d’Aosta, nel luglio scorso, data la presenza di ben 19 Paesi, che hanno proposto vini, prodotti da oltre 100 vitigni, dei quali, l’80% autoctoni.
Grande è stata la soddisfazione e la commozione di Padre Ottavio Fasano, frate cappuccino, in missione a Capo Verde, da cinquant’anni, che, costruiti, un ospedale, scuole e case per bisognosi, ha, quindi, realizzato – aiutato da amici benefattori delle Langhe, e non solo, ed unitamente a professori universitari di Viticoltura – un vigneto e una cantina, con apparecchiature all’avanguardia, che produce 20 mila bottiglie l’anno, creando occupazione, in un ambiente agricolo alquanto arretrato. I vini estremi, o eroici, sono frutto della coltivazione viticola in zone disagiate o, comunque, di difficile lavorazione, com’è il caso della menzionata “Vinha”, coltivata su 23 ettari, alle pendici d’un vulcano, fra i 650 ed i 920 metri sul livello del mare, concessi in comodato d’uso all’infaticabile Padre Ottavio, dal Governo della Repubblica di Capo Verde. La presenza al citato “Concorso mondiale dei Vini Estremi” dei vini di Capo Verde è stata ideata dal “vulcanico” Aldo Lorenzoni, direttore del Consorzio Lessini Durello, Soave, Verona, che ha visto pure premiata, con una medaglia d’oro, una propria associata, l’Azienda Agricola Cecchin, Montebello Vicentino.
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