Immobili, edilizia… Imposizione fiscale e burocrazia, su case ed appartamenti, frenano investimenti, indotto, occupazione ed entrate allo Stato.
di adminMa, ciò è dovuto alla giusta tendenza al risparmio ed alla creazione di un bene, atto a garantire benessere e stabilità alle famiglie. Famiglie, che hanno pensato bene e che hanno saputo saggiamente amministrarsi, assicurandosi certezza d’abitazione, con decenni d’impegno, di lavoro e di sacrificio Ma, tali famiglie, c’è da chiedersi, hanno fatto bene o male ad assicurarsi una propria abitazione? Da come vanno le cose, sembra quasi che tali famiglie, investendo i propri risparmi in una casa, abbiano commesso un delitto, al punto, che tale proprietà è motivo, per non potere usufruire di qualche beneficio pubblico… E guai ad avere una seconda casa, perché non si pensa che anche la stessa, il più delle volte, non è segno d’agiatezza, ma, di sudori e di risparmi. Appartamento significa, oggi, rogne. Imposte, imu e tari… Anche sul sudato garage, burocrazia, carte d’ogni genere, in caso di morte del/della titolare, problemi di successione, e, in caso di sopravvenuto non più utilizzo dell’immobile, problemi d’affitto, dall’incasso più incerto che certo, con relative scartoffie, denuncia del reddito dell’immobile o dell’affitto stesso, se poi, lo incassi, e pericolo, in caso d’immobile non abitato, che esso venga occupato… In queste condizioni, riteniamo, è meglio non avere nulla… Sì, perché anche per pagare imu e tari, occorre andare ed essere in grado di andare, da chi tale denuncia sa fare e, per tale operazione, pagare. Tutto difficile. Per un anziano, è meglio ritirarsi in un ricovero, almeno, vi si paga un tantumque mensile e vi si vive senza pensieri… Tanta, poi, è la burocrazia da alimentare, che talvolta pensiamo al fatto che, se fossimo bisognosi del bastone, cosa faremmo, dovendo correre a sbrigare le diverse, incessanti incombenze burocratiche, anche se non dovute all’abitazione stessa? Tutto questo – pensiamo all’antica tassa sulle finestre: rimettiamo anche quella… – ha portato alla disaffezione al risparmio in edilizia, la quale, se dà occupazione nel periodo di costruzione in sé, crea lavoro e occupazione, in più d’un centinaio di aziende, che producono beni, per esempio, oltre al cemento ed altro, per impianti idraulici, d’arredamento, compresi lampadari, ecc. Anzi, perché non è stata gravata di più, questa edilizia, questo risparmio nel “mattone”, di nuove gabelle, in modo di farli morire definitivamente e punire chi, con mille sacrifici, s’è permesso d’assicurarsi quattro mura? Al Governo attualmente in essere: facciamo qualcosa per l’edilizia, per l’abitazione, presente o futura, di un lavoratore o di un pensionato… Edilizia ringrazierà creando occupazione…
Pierantonio Braggio
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