Risplende la cripta di San Benedetto al Monte, Verona.
di adminQuando, nell’ottobre 2010, sapemmo dell’apertura d’una filiale di Cassa Padana, Banca di Credito Cooperativo, nel centro di Verona – Cassa Padana ha la sua sede centrale a Leno, Brescia – e, più precisamente, nell’ex-Chiesa di San Silvestro, peraltro, perfettamente restaurata, da Cassa Padana stessa, non potemmo che pensare più che positivamente dell’evento. Noto è, infatti, quanto importante, per l’economia e per la società, sia un Istituto di credito cooperativo. Il quale, come Cassa Padana, non ha scopo di lucro e mira al bene dei propri soci e della società in generale, con facilitazioni, interventi mutualistici, mai dimenticando il lato culturale. Ed è in tale quadro e per il fatto che Leno, era sede, nell’anno 1000, d’una importante abbazia benedettina, alla quale era strettamente legata l’entità benedettina veronese di San Benedetto al Monte, in centro-città, che Cassa Padana, la quale, nel frattempo, ha esteso la sua attività anche con dipendenze, nella provincia veronese, ha ritenuto di ridare vita alla “cripta” in parola – nei tempi, ridotta ad un vero disastro – restituendola, in tutta la sua bellezza, alla città scaligera. A maggiore chiarimento del tutto, riproduciamo, di seguito, il comunicato ufficiale di Cassapadana, comunicato, che propone dettagli e considerazioni: La scoperta dell’esistenza della cripta della Chiesa di San Benedetto al Monte di Pietà di Verona, da parte di Cassa Padana, risale al 2010. In quegli anni l’istituto di Leno, nella bassa bresciana, dopo avere sviluppato una rete di filiali nel territorio veronese, si preparava ad aprire una filiale proprio nel capoluogo, nella chiesa sconsacrata di San Silvestro, a pochi passi da una cripta benedettina, la cui importanza storica e archeologica era stata confermata da studi effettuati sino negli anni ’60 ed ’80. Da tempo, la Rettoria si era posta l’obiettivo del restauro e del recupero della cripta e ha trovato un interlocutore appassionato nella Banca lenese, non nuova a interventi di questo tipo. Cassa Padana e la sua fondazione culturale, Fondazione Dominato Leonense, erano infatti impegnate, già dal 2000, negli scavi archeologici dell’antica abbazia benedettina di Leno, fondata dal re longobardo Desiderio, nel 758 d.C. e, per secoli, seconda solo a Montecassino, quale centro di potere economico-politico dell’Italia settentrionale. La conferma del rapporto fra Leno e Verona – quest’ultima, testimoniata a partire dal X secolo, come una “casa Sancti Benedicti de Leonis”, ossia, dipendente direttamente dal monastero benedettino di Leno, nella bassa bresciana -– ha accelerato la nascita di una collaborazione suggellata nell’ottobre 2010, con la formale presentazione dei lavori di recupero dell’antica cripta, che prevedevano lo scavo archeologico, il restauro e il ripristino del collegamento con la chiesa superiore. Il cantiere di scavo archeologico è iniziato nel febbraio 2011 e ha concluso la prima fase, nel maggio dello stesso anno. L’intervento di restauro architettonico della cripta si è concluso, a dicembre 2017. “Oggi, a intervento ultimato”, dice Vittorio Biemmi, presidente di Cassa Padana Bcc, “è motivo di particolare orgoglio per Cassa Padana aver potuto partecipare in modo fattivo a questa impresa e a restituire alla città di Verona un pregevole monumento”. “A nome del Consiglio di Amministrazione di Cassa Padana”, aggiunge Biemmi, “ringrazio tutti coloro che si sono adoperati per restituire alla cripta della Chiesa di San Benedetto al Monte, l’antico splendore – che, oggi, i nostri occhi e il nostro spirito possono percepire e, in particolare, la Rettoria del sacro edificio, rappresentata da don Carlo Zantedeschi, l’architetto Gioia Bonfanti, la restauratrice Alessandra Canova, e la Soprintendenza, che ha accompagnato i lavori”. “La volontà di Cassa Padana di riqualificare il complesso architettonico”, spiega l’architetto Gioia Bonfanti che ha seguito i lavori, “ha permesso di ridare alla città un pezzo di storia, purtroppo dimenticato, nuovo prestigio a una Rettoria, non adeguatamente valorizzata e uno spazio di pregio architettonico e materiale, in assonanza con il decoro architettonico dell’area su cui insiste e dialoga”..”. In occasione dell’inaugurazione dell’opera restaurata, è stato presentato il volume monografico, dal titolo: “La cripta di San Benedetto al Monte in Verona. Intervento di conservazione e di valorizzazione”, Il lavoro, in carta patinata, numerose fotografie, 110 pp., Scripta edizioni, Verona, 2018, a cura di Gioia Bonfanti, porta le introduzioni di Vittorio Biemmi, presidente di Cassa Padana; di Gianna Gaudini, già Sovrintendente ai Beni Culturali di Verona, Rovigo e Vicenza; di don Carlo Zantedeschi, rettore della Chiesa di San Benedetto al Monte; di Francesca Briani, assessore alla Cultura del Comune di Verona, e di Gioia Bonfanti. Esso è diviso nelle seguenti quattro sezioni: La cripta di San Benedetto al Monte: nuove ipotesi di ricerca tra IX e XII secolo, di Ettore Napione e Giampaolo Trevisan; L’intervento architettonico di conservazione e di valorizzazione, di Gioia Bonfanti; Il cantiere, dalle analisi preliminari al progetto di conservazione, di Gioia Bonfanti; La cripta di San Benedrtto al Monte, interventi di consolidamento, di Claudio Modena, Francesca Lucchin, Mirko Sgaravato e Federico Reginato, e Restauro conservativo di apparati decorativi, di Alessandra Canova. Grazie a Cassa Padana, dunque, Verona dispone d’un’ulteriore tesoro, che s’aggiunge alle già innumeri bellezze architettoniche monumentali del centro cittadino, da proporre a veronesi ed a turisti, i quali avranno modo, così, di conoscere da vicino l’importanza della presenza benedettina, nel Veronese e nel Bresciano, la quale fu di sostegno e d’avanguardia, nei campi dell’economia ed del sociale, non trascurando l’arte, in un passato molto difficile.
Pierantonio Braggio
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