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XXIV “San Giò Verona Video Festival”.  Ritornerà nella città scaligera, nei giorni 23-27 luglio 2018.

di admin
Fra i diversi ed interessanti eventi, d’alto livello culturale e di grande attrazione, che vivacizzano la città scaligera, vi sarà, anche quest’anno, il San Giò Verona Video Festival, peraltro, alla sua XXIV edizione. Ce ne dà notizia, quasi in diretta, l’amico Ugo Brusaporco, ideatore e direttore del Festival stesso, il quale, nella lettera, che segue, ci…

Rieccoci, un foglio bianco davanti, le parole da scrivere, con i film che ti chiamano per essere ricordati, e sono tanti, e anche 24 edizioni di questo Festival sono tante… Le immagini, che si sono accumulate, hanno raccontato insieme alle loro storie, il tempo tanto, che è passato, da quando questa avventura, di immagini in movimento è cominciata. Siamo ancora, con le stesse date, 23/27 luglio, i luoghi sono cambiati, ma come lo scorso anno, saremo nella bellissima Santa Maria in Chiavica. Non saremo fuori, perché non abbiamo i fondi, per allestire lo spazio all’aperto. Eravamo nati come Festival estivo, lentamente ci siamo affinati come Festival e basta. Come un momento di riflessione sullo stato del Cinema, che questo è il senso dei veri Festival, non tappeti rossi dove passano abusate figure, ma momenti in cui ci si confronta con le novità proposte dal nuovo Cinema. Come succede in ogni fiera, perché un Festival non è un museo ad accalappiare sponsor e un pubblico televisivo, che non ama il Cinema, almeno il Cinema, che non conosce. Quel pubblico, che si vede cento repliche di Don Camillo e si spaventa davanti a Kiarostami o a Sokurov. Il nostro Festival cerca i nuovi Kiarostami e Sokurov e non cerca repliche continue, come quelle che Hollywood e i suoi divi propongono. Ed è importante, allora che Milčo Mančevski, Leone d’Oro a Venezia, nel 1994 – anno di nascita del nostro Festival – abbia scelto di partecipare al San Giò Verona Video Festival 2018, per mettersi a confronto con un mondo di giovani e meno giovani, che puntano a far vedere il loro lavoro,  dietro la macchina da presa e non il loro essere capaci di stare su un tappeto rosso. Durante la selezione, ho riso e pianto, di fronte a opere immense, come quella di uno straordinario Paolo Zagaglia, che dà, cieco, ancora lezione di cinema. E non dico altri nomi, perché tutti meritano una prima pagina, per la loro Arte, per il loro dire. Penso a Lorena Sopi, ventenne, che dal Kosovo ci ha portato due incredibili film, uno già passato a Cannes, a Carla Andrade, che si è tuffata nel deserto di Atacama,  per dire del nostro essere, oggi. Penso alla poesia di Aminatou Echard, splendida, nel raccontare, in una favola, il doloroso mondo di chi nasce donna. È un festival di argomenti forti, in cui si racconta degli italiani, che non sono riusciti o non hanno voluto lasciare l’Istria, di chi si impegna a Palermo nel cercare di salvare ragazzi e ragazze, da un destino segnato nel cuore dell’Albergheria, alle spalle dello storico mercato di Ballarò. E dove si ride a crepapelle, con due ragazzotti che si scazzottano in un ufficio di polizia, il giorno di San Valentino, o dove si incontra la paura, in un paio di horror sanguinolenti. Il Festival è questo e di più, è scoperta d’immagini nuove, alcuni provocanti, altre capaci di sorprendere, tutte di dare emozioni. E ci sarà spazio anche un vero ricordo del ’68, grazie al grande regista Gerd Conradt, celebrato alla Berlinale, dove si sono visti proprio i film, che qui presentiamo: un modo per capire il diverso significato, che ha avuto in Europa, quel momento, pallidamente vissuto in Italia. Ci sarà anche il ricordo di Giorgio Trentin, regista e storico giurato del Festival, un Festival, che sempre deve ringraziare amici che stanno nascosti, come Carla Riolfi, Giulia Siviero, Alfredo Dal Corso, Gianni Formizzi,  Umberto Fraccaroli, Massimo Mariotti, Sandro di Todaro, Walter Rauhe, le Grafiche Aurora, il CTG… e tanti altri, che come noi, non amano i tappeti rossi. Il Festival si chiuderà con l’Adige protagonista e, a cantarlo, sarà Vittorio Curzel, uno che ha già raccontato il disastro di Dresda ed, ora, affronta il destino di questo fiume maltrattato. Buone visioni a tutti…”! Brusaporco, sempre indefesso, appassionato ideatore e organizzatore, ci ha raccontato tutto sul suo Festival 2108… Seguiamo il grande evento! In attesa del suo inizio, gli auguriamo che, nei cinque giorni, ad esso dedicati, raccolga il massimo successo…!
Pierantonio Braggio

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