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XIV Edizione del Festival Biblico. Non solo a Verona, ma, anche a Vicenza, Padova, Rovigo e Vittorio Veneto.

di admin
Il Festival Biblico 2018, la rassegna culturale sulle Sacre Scritture, promossa da Diocesi di Vicenza e Società San Paolo, giunta alla 14a edizione, tornerà, dal 3 al 27 maggio 2018, nelle città e provincie di Vicenza, Verona (dal 4 al 6 maggio), Padova, Rovigo, Vittorio Veneto, con conferenze, incontri, meditazioni, letture, visite guidate, e ancora…

La nuova kermesse indagherà, attraverso linguaggi e prospettive differenti, quanto abbia da dirci la Bibbia, oggi, in fatto di Futuro, tentando di tracciare più sentieri possibili e creare nuovi spazi di riflessione e visioni inedite, in risposta alle domande che maggiormente agitano l’uomo del nostro tempo. «Obiettivo del Festival, nato nel 2005, a Vicenza, e, nel tempo, estesosi a livello regionale e triveneto, è restituire il messaggio biblico, attraverso il racconto delle Scritture, non solo secondo un taglio confessionale, ma anche e soprattutto culturale, in grado di sposare le molteplici e differenti istanze umane», ha spiegato il presidente del Festival Biblico don Ampelio Crema. Il tema del Futuro ci connette con la grande questione del tempo e dei tempi, «la stessa da cui hanno avuto genesi, attraverso i secoli, l’arte, la filosofia, la religione, la scienza, tutte le espressioni umane che nei confronti del futuro hanno assunto su di sé una sorta di ingaggio», ha aggiunto Crema. «Il futuro è anche consapevolezza di un oggi, che “non ci piace”, ma che proprio per questo possiamo cominciare a costruire in modo nuovo. La Bibbia ci parla, infatti, di un Dio, che interviene nella storia, con promesse, speranze, attese, che sta a noi cogliere, divenendo profeti dell’oggi. Di questo ha bisogno la nostra attuale società: di leggere i segni del tempo, segni di speranza e anche segni di festi, quale vuole essere il Festival Biblico». «Ancora una volta è il territorio con il suo genius loci a suggerire al Festival Biblico allestito nel territorio scaligero alcune idee sul tema 2018. Nello specifico, la via consolare romana, detta Postumia, asse viario sulle cui fondamenta è stata eretta la città, che con l’occasione ci offre quindi una idea per il futuro, proponendosi come direttrice tematica,  geografica, spirituale, dell’intera rassegna veronese, in programma dal 4 al 6 maggio», ha evidenziato don Martino Signoretto, vicario episcopale per la Cultura della Diocesi di Verona e referente del Festival Biblico per Verona. «A Verona, la via Postumia si incrociava infatti con la Claudia Augusta e la Gallica, configurando quella che sarà la caratteristica permanente della città per gli anni futuri, fino ai nostri giorni: un crocevia di personaggi, idee, civiltà, avvicendamenti complessi, che ha dato origine a una città aperta, vivace e accogliente. Una vocazione, che il territorio è chiamato a custodire e a proporre anche per il futuro». Il Festival sarà inaugurato, venerdì 4 maggio, nella chiesa di Sant’Anastasia, Verona, con monsignor Timothy Verdon – nella foto – storico dell’arte sacra e direttore del Museo dell’opera del Duomo di Firenze, che ci condurrà in un viaggio nel futuro, attraverso la lettura di celebri immagini sacre riconducibili al Giudizio Universale, «quale possibile chiave, lasciataci in eredità da artisti-profeti, per ipotizzare il nostro avvenire e sentire il profumo di quanto ci sta davanti. L’arte come profezia, dunque, di un tempo che non ci appartiene immediatamente, ma che possiamo percepire in tutta la sua potenza già nel  tempo presente». Per l’occasione, «sarà trasferita nella basilica l’opera del maestro veronese Albano Poli, Croce e Luce (fino al 3 maggio collocata sul ciglio di Porta Borsari), di ulteriore spunto all’intervento dell’ospite Verdon». Un Festival Biblico, dunque, che non è solo Bibbia, ma un amplissimo complesso di elementi, che meritano d’essere seguiti ed approfonditi, approfittando dei numerosissimi eventi collaterali, di cui si compone e che completano il Festival stesso. Festival, che è essenzialmente cultura, creatrice di comprensione, di solidarietà e di pace, anche interiore, delle quali, forse, oggi abbiamo più bisogno che in passato.
Pierantonio Braggio

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