API Verona. X “Premio Verona Giovani” 2018 a “Exor International”, San Giovanni Lupatoto, Verona.
di adminLa risposta a quest’ultima supposizione: se è vero che la moderna tecnologia, per esempio, compie un lavoro, che, prima, eseguivano dieci persone, è altrettanto vero che l’impiego del digitale, crea, per se stesso, nuovo lavoro, e, quindi, occupazione. Emerso è, inoltre, che l’introduzione, assolutamente necessaria, d’innovazione tecnologica richiede personale altamente specializzato, per il quale domina forte richiesta, mentre l’offerta di tale personale è quasi nulla. Di qui l’esigenza di scuole che preparino alla professione, con contemporaneo contatto dello studente con l’impresa, unica in grado di trasferire competenze pratiche, richieste dal mondo produttivo, e, quindi, anche da se stessa. Tale preparazione è essenziale, ne va diffusa l’importanza, bisogna fare opera di convincimento in tal senso, ad evitare che si debba amaramente constatare, come citato e come a richieste di occupazione, senza successo, corrispondono offerte di lavoro ad alta specializzazione, che restano, inevase, e, come i nostri istituti tecnici siano frequentati da 90.000 giovani, mentre, in Germania, 760.000 sono i giovani, che studiano in tali istituti. Quanto al Premio Verona Giovani, X edizione, 2018, esso è stato assegnato all’azienda Exor International, San Giovanni Lupatoto, Verona. In merito, il presidente del gruppo Giovani di Apindustria Confimi, Daniele Maccari: “Siamo giunti alla decima edizione del Premio Verona Giovani. In questi anni, nostro intento è stato non solo di far emergere figure imprenditoriali in senso classico, ma riconoscere anche il lavoro di diverse personalità, che, per vari motivi, hanno saputo valorizzare l’immagine del nostro territorio. Exor International rappresenta la tipica azienda manifatturiera locale, sia per dimensioni, sia per tipologia di prodotto. Azienda, che ha reso l’innovazione in proprio cavallo di battaglia, con prodotti propri dell’industria 4.0. La rivoluzione tecnologica in atto sta avvenendo ad una velocità esponenziale, mai vista nella storia. Ma il cambiamento tecnologico deve comportare anche trasformazioni dei modelli organizzativi, degli investimenti e delle scelte strategiche, nella visione imprenditoriale. In questo, Exor International può rappresentare un esempio. Noi giovani imprenditori siamo entrati nelle nostre aziende durante la peggiore crisi dell’ultimo secolo, in un contesto economico molto difficile e complesso. Crediamo, però, che ciò abbia rappresentato la nostra fortuna. Infatti, grazie a questo svantaggio iniziale, abbiamo sviluppato la capacità di leggere velocemente i cambiamenti, per adattarci alle richieste del mercato e di orientare energie e idee verso le sfide di domani. La quarta rivoluzione industriale è la nostra grande opportunità: ci deve spingere a guardare al futuro, con coraggio, ottimismo, fiducia e passione, senza farci sopraffare dalla paura del cambiamento”. Domotica, robotica, Industrial Internet of Things, declinato nelle Pmi, interfaccia uomo-macchina di ultima generazione, per macchinari industriali e soluzioni su misura, sono ambiti sui quali Exor International, con tre filiali (tra Stati Uniti, Germania e India), ha disegnato la propria strategia, per mantenersi competitiva, nella commercializzazione di hardware e software.
Fondata nel 1971 dall’ing. Gaetano Gastaldin, conta 159 dipendenti, 100 dei quali presenti nella sede scaligera; il 40% della forza lavoro è costituito da laureati. “Il fatturato consolidato 2017 ha raggiunto 25 milioni di euro, in crescita del 18%, rispetto l’anno precedente”, ha rilevato Giuseppe Pace, amministratore delegato di Exor International, dal 2009. Una prospettiva differente, quindi, da quella di otto anni prima, quando, a causa della crisi economica, il giro d’affari risultava essere più che dimezzato, a 9,5 milioni di euro. Nel 2009, la scomparsa del fondatore ha costretto l'azienda a ripensare come rispondere allo stato di difficoltà. Ancora Pace: “La prima scelta è stata di mantenere tutti i posti di lavoro e di valorizzare l'eredità, che il fondatore aveva lasciato: un patrimonio d’idee, di concepts innovativi e di progetti già avviati, ma non ancora concretizzati. Non avevamo a disposizione formule segrete, codici di lettura o una strada già tracciata, ma vari pezzi di un puzzle, che abbiamo ricomposto. Abbiamo raccolto la sfida e ci siamo adoperati con soci, dipendenti, clienti e fornitori, per risalire, passo dopo passo, e mettere l'azienda in sicurezza. Un progetto che si è rivelato vincente e il cui successo è ora suggellato dal Premio Verona Giovani”. “Il team – ha concluso Pace – è stato fondamentale per il buon esito: il sacrificio del lavoro è stato riconosciuto e oggi gioiamo con orgoglio dell'impresa portata a termine”. Siamo ad un premio, che riconosce come e di quale grande portata sia l’impegno di Exor International e dell’impresa in generale, cosciente del proprio compito di contribuire anche al bene del sociale. Per questo, occorre innovare anche nelle opinioni, nel fare sapere che impresa significa occupazione e benessere e che l’impresa, per meglio evolversi, va supportata con meno pressione fiscale e ridotta burocrazia. Ma, anche facendo in modo che essa possa trovare collaboratori, dotati delle conoscenze tecnologiche, atte a prendere atto del nuovo, cui l’impresa non può rinunciare, e al funzionamento, quindi, come sopra cennato, della più innovativa tecnologia. Bisogna convincere famiglie e giovani, nonché scuola ed università, del fatto che il lavoro può essere dato solo dall’impresa, l’impresa privata, piccola o grande che sia, e che la stessa abbisogna di collaboratori d’assoluta familiarità con il moderno tecnologico, non trascurando il fatto che cambiano, da un anno all’altro, e cambieranno sempre, non solo gli strumenti per il lavoro, che bisogna, appunto, conoscere, ma, i lavori stessi. Grande contatto, quindi, fra scuola, università e realtà aziendale di tutti i giorni. In merito, ci sentiamo di aggiungere che se la tanto criticata Germania, ha raggiunto i noti alti livelli economici e il tasso zero di disoccupazione, ciò è dovuto, da sempre, alla preparazione professionale del personale ante assunzione e alla normativa, in fatto di lavoro, introdotta, a suo tempo, dal governo (1998-2005) del cancelliere Gerhard Schröder, socialdemocratico e sindacalista illuminato. Pierantonio Braggio
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