Nuova call-to-action

Agricoltura: anche la “cimice asiatica”… Convegno a cura della Camera di Commercio, Verona. Per limitarne i danni, reti antigrandine, reti antiinsetto e strategie integrate.

di admin
A Verona, il 5 dicembre 2017, si è studiato da vicino il problema “cimice asiatica”, una cimice onnivora, ghiotta di frutta e di semi, che sverna al caldo, infestando abitazioni e macchinari, essendo anche cannibale. L’insetto d’importazione è un vero è proprio flagello, per colture e coltivazioni d’ogni tipo, schiudendo le sue uova ad aprile,…

Dinanzi a sì grave minaccia, “la Camera di Commercio di Verona – ha affermato Claudio Valente, componente di Giunta dell’Ente – ha organizzato l’incontro “La cimice asiatica: una nuova minaccia per le produzioni agricole. Biologia, ecologia ed esperienze di difesa”, con l’obiettivo di informare gli agricoltori, in modo che siano pronti ad affrontare il temibile insetto, sino dalla prossima annata. Pare ci sia un sistema per difenderci, anche se è stato individuato a “spizzichi e bocconi”, da singoli centri di ricerca e dalle Università. Mai come ora, è necessario un centro regionale di studi e sperimentazione per l’ortofrutta. Verona rappresenta oltre il 60% della produzione ortofrutticola regionale, è la settima provincia, per numero d’imprese, ed esporta 570 milioni, degli 865 regionali. Non si può aspettare oltre”. L’intervento d’autodifesa s’ottiene agendo su più fronti, preparando misure attive e passive, lotta integrata e reti anti insetto, prima che la cimice schiuda le uova, ma dopo l’impollinazione. Massimiliano Pasini del Centro Studi Agrea di Verona: “E’ necessario continuare con le tecniche alternative della confusione sessuale e virus della granulosi, ad esempio, quali tecniche, già utilizzate nelle principali avversità. Occorre usare fitofarmaci, in modo selettivo, altrimenti si rischia di sviluppare psilla o la nascita di acari. Già isolando il frutteto, con reti antigrandine e con protezioni laterali, la presenza di frutti deformi cala drasticamente”. Il convegno ha visto presenti oltre 400 operatori, fin dall’inizio dei lavori, aperti dal direttore di Veneto Agricoltura, Alberto Negro.  Sono intervenuti anche Mauro Boselli del Servizio Fitosanitario della Regione Emilia-Romagna, sulle strategie di difesa per la lotta alla Halyomorpha halys, e Stefano Caruso del Consorzio Fitosanitario di Modena, che ha presentato i metodi alternativi di lotta alla stessa, come, appunto, l’impiego di reti. Alberto Pozzebon, Università di Padova, ha, invece, presentato la distribuzione e la dinamica della popolazione dell’insetto e l’impatto sulle colture.
Pierantonio Braggio

Condividi ora!