Lavoro: garanzia giovani, regione Veneto finanzia 2000 contratti di tirocinio – assessore Donazzan, “in 7 casi su 10 il semestre si trasforma in un contratto di assunzione
di admin“Saranno i centri per l’impiego, ormai di prossima gestione regionale, a promuovere subito dopo Natale i tirocini tra i giovani che si sono iscritti al programma garanzia Giovani e hanno perfezionato l’iscrizione presso gli stessi centri”, specifica l’assessore regionale Elena Donazzan, che ha appena dato il via libera al nuovo piano di attuazione regionale dei tirocini.
Da quando ha preso avvio in Veneto, maggio 2014, il programma Garanzia Giovani ha registrato 100 mila adesioni. I giovani presi in carico dagli Youth Corner per un percorso formativo e/o occupazionale sono stati 63 mila. Di questi 11 mila hanno avuto l’opportunità di svolgere un tirocinio in azienda. “I contratti di tirocinio – sottolinea l‘assessore – si sono dimostrati uno strumento efficace per far incontrare domanda e offerta di lavoro. Nell’ultimo anno 7 tirocini su 10 attivati in Veneto si sono trasformati in contratti di lavoro. Un dato estremamente lusinghiero, certificato dalla banca dati di Veneto Lavoro, che conferma la validità di questa formula per aiutare i giovani ad acquisire competenze pratiche e per incentivare le aziende ad investire e inserire nuove risorse”.
Il nuovo piano regionale per i tirocini finanziati da Garanzia Giovani (2 milioni e 400 mila euro le risorse impegnate) dà il via a 2000 possibilità di tirocinio in aziende e studi professionali individuati dai Centri per l’Impiego; i tirocini avranno una durata massima di sei mesi e dovranno concludersi entro il 15 settembre 2018. I tirocinanti riceveranno una indennità mensile di 300 euro, direttamente dall’Inps. Anche l’azienda ospitante è tenuta a cofinanziare il tirocinio con 150 euro mensili (comprensivi dei buoni pasto, qualora l’orario di lavoro sia full-time). Ogni tirocinante sarà seguito da un tutor aziendale e da un tutor del Centro per l’impiego, che accerterà il rispetto di tutti gli adempimenti.
“Il crescente ricorso da parte delle aziende, anche di grandi dimensioni, a questo strumento, ci conforta – ribadisce Elena Donazzan – Come Regione, stiamo mettendo in campo tutte le azioni, di concerto con le parti sociali, perché questo strumento sia un mezzo per un inserimento stabile nel mercato del lavoro e non solo un’isolata, per quanto utile, esperienza lavorativa".
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