Collettore del Garda: la proposta del M5S.
di adminUn risparmio di cento milioni, con una forte diminuzione dei rischi ambientali. È la proposta concreta che arriva dal Movimento 5 Stelle del territorio (il gruppo «Tre Sponde», che riunisce attivisti del Garda delle province di Verona, Brescia e Trento) in alternativa al collettore voluto dal governo e caldeggiato dalla presidenza della Comunità del Garda. Un progetto, quello del piano Gelmini, che prevede un costo di realizzazione di 220 milioni e tempi di realizzazione di 15 – 20 anni. Ma che risulta preoccupante soprattutto dal punto di vista dell’impatto sul territorio: questo vale soprattutto per gli interventi sulla sponda bresciana, a causa del carattere torrentizio del Chiese, che riceverà le acque, con rischio a valle per i comuni del Mantovano.
Il budget della proposta del Movimento 5 Stelle si aggira attorno a 120 milioni euro e prevede tre nuovi impianti (Toscolano, Brancolino sul Garda e Lonato sul Chiese) con un quarto impianto che servirà il basso bresciano (Visano, Acquafredda, Remedello) al di fuori del bacino del Garda.
Ci sono differenze nei tempi di realizzazione: quello progetto «ufficiale» non sono mai stati ben chiariti in quanto non è mai stato fornito un cronoprogramma dei lavori. Si suppongono interventi per almeno vent’anni. Nella proposta M5S, con gli impianti diffusi, non si andrebbe oltre i 4-5 anni
I benefici sarebbero soprattutto ambientali: per il Chiese, in particolare, data la bassa portata di magra estiva, quando il Garda presenterebbe la maggior portata di reflui, il rischio è molto elevato e comunque, data la scarsa diluizione delle portate non accettabile; con un depuratore locale il rischio è molto più limitato ed accettabile.
«Oggi pomeriggio a Salò si terrà un incontro informativo sul Collettore del Garda, alla presenza della presidente della Comunità, Mariastella Gelmini e di diverse forze politiche – sostiene Francesca Businarolo, deputata del Movimento 5 Stelle – purtroppo noi, nonostante avessimo presentato un’alternativa più economica non abbiamo diritto di parola: siamo stati invitati solo tra il pubblico. Restiamo in attesa – un’attesa che ormai si prolunga da tempo – di necessari chiarimenti sulla natura di questo progetto, che presenta ancora molti lati oscuri»
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