VII Concorso di Poesia dialettale del Triveneto “Casa Contadina”, Concamarise, Verona.
di adminUn Concorso, che ha una storia, come l’ex chiesa dei Santi San Lorenzo e Stefano, già nota in Concamarise nel 1400, nella quale, delicatamente impreziosita da variopinti e freschi fiori, lo stesso ha avuto luogo. La sua prima edizione ebbe si tenne, nel 2011, a cura della signora Adriana Marchiella, che, appassionatissima al tema agricoltura, non solo aveva precedentemente creato il “Museo della Casa Contadina”, in Concamarise, ma, aveva accortamente anche pensato all’esigenza della conservazione dei dialetti veneti e ad una rievocazione, attraverso la poesia, delle tradizioni contadine del Triveneto.
Venuta a mancare, purtroppo, la Fondatrice dell’importante Museo – che va visitato, per i suoi straordinari contenuti, che sono storia parlante – l’Istituzione è oggi condotta, con grande passione e massima cura, dalla figlia di Adriana, Eleonora Marchiella, marchiella.eleonora@virgilio.it, la quale dà pure forte continuità, con zelo e tocco elegante, in ricordo di tanta Madre, anche al Concorso di Poesia dialettale in parola. Una competizione, che, mentre persegue fini altamente culturali, miranti a fare conoscere il glorioso passato della campagna, delle tradizioni e della vita veronese, contribuisce efficacemente alla conservazione dei dialetti veneti scritti, destinati, purtroppo, dall’evoluzione dei tempi, a venire sempre ed inesorabilmente meno… Il procedere della premiazione è stato rallegrato dalla musica da fisarmonica del M° Fernando Rossato, che ha proposto il noto Sul bel Danubio Blu di Johann Strauss – figlio e le canzoni d’un tempo, ma sempre piacevoli, La piemontesina e La montagnola bella… Hanno aperto la cerimonia di premiazione Eleonora Marchiella, il sindaco di Concamarise, Cristiano Viviani; l’assessore alla Cultura, Barbara Rossato; Teresa Meggiolaro e Augusto Garau, rispettivamente presidente e vicepresidente del Consorzio delle Pro Loco del Basso Veronese e il presidente della Confraternita del Tabàr, Concamarise, Fabrizio Lonardi. Quanto all’iniziativa del “Premio Adriana Caliari”, Eleonora Marchiella, pensando alla Mamma, ha molto affettuosamente affermato: “Ho trovato, per caso, in un cassetto, alcuni versi, dal titolo “El me Musèo”, a suo tempo, redatti da mia madre, che è stata non solo moglie e mamma…, ma anche appassionata del passato contadino… Da tali versi, ho rilevato quali fossero la sua intima intenzione di creare un museo contadino e la sua successiva soddisfazione di averlo fondato…, come qualcosa, atto a ricordare il grande passato della nostra agricoltura… Una soddisfazione, quindi, unita all’invito a visitare il Museo stesso, quale complesso di oggetti, in grado di raccontare il nostro, glorioso ieri agricolo”… Un passato, che è storia, aggiungiamo, da non dimenticare, pregna di insegnamenti e testimonianza di grande impegno e di sacrificio dei nostri agricoltori... “Per tutto questo, ho ritenuto doveroso – ha proseguito Eleonora – dare continuità al Museo e al Concorso di Poesia dialettale del Triveneto”… Al Concorso 2017, hanno partecipato 61 poeti, con 82 poesie, che sono state esaminate dall’attenta giuria, presieduta dal prof. Giuseppe Vaccari, che ha illustrato, con ogni dettaglio, i contenuti delle liriche scelte e, quindi, premiate. Vincitori per la sezione A – tema libero, sono stati: Antonio Bortoletti, Legnago; Nerina Poggese, Cerro Veronese, e Benedetta Moressi; segnalata è stata Pasqualina Marin, Pressana; per la sezione B – tema “Civiltà contadina”: Margherita Liliana, Soave; Menegazzi Paola, Minerbe, e Bissoli Mario, Gazzo Veronese; segnalato è stato Alido Luigi Pravadelli, Villabartolomea. Il premio “Casa contadina” è stato ricevuto da Pierantonio Braggio e il premio per la sezione Ironia e Satira è stato assegnato a Mara Isolani, Sona. Un’eccellente, elegante evento, quindi, che, nel suo ripetersi, ridà luce ad antiche tradizioni e rivivifica diversi dialetti veneti, nostre madrelingue, derivanti dalle diverse provenienze delle liriche, giunte al Concorso.
Pierantonio Braggio
Vino e Millennials.
Oggi, il nettare dell’uva sempre più apprezzato anche nel mondo femminile. Tavola rotonda Pasqua Vigneti e Cantine.
Sotto la voce Millennials s’intende la popolazione, con un’età compresa fra i 18 ed i 35 anni, sia donne che uomini, i quali, circa 2 miliardi sul globo, con il loro modo moderno di vivere, creano nuovi trends e nuovi stili, tali da influenzare anche la produzione del vino e la corrispondente comunicazione. Sono e saranno i Millennials, donne ed uomini, quindi, a stabilire quale sia il vino di moda e, persino, come deve presentarsi la relativa bottiglia. Per meglio conoscere tali innovative tendenze e per meglio orientarsi in fatto di proposte ai giovani consumatori, l’azienda Pasqua Vigneti e Cantine, Verona, ha fatto condurre, anche all’estero, analisi e rilevamenti strategici, comportamentali e predittivi, ad agenzie specializzate. Un una tavola rotonda su tali temi – capire, soprattutto, cosa i giovani pensano, cosa chiedono in fatto di vino – si è tenuta il 27 settembre 2017, presso il Palazzo di Confindustria, Verona, essendo stati presenti Riccardo Pasqua, ad di Pasqua Vigneti, Federico Ferrazza, direttore di Wired, Marco Magnacavallo, ad di Tannico, Manfredi Minutelli, sr. business development manager Food & Wine Alibaba Italia, Gianluca Nordio, direttore di Maxifone e Monica Fabris, presidente di Episteme. I risultati delle rilevazioni in breve: il consumatore di vino d’oggi è in continua evoluzione. Ama eliminare il vecchio, ha stili di vita sempre più mutevoli, desidera essere sempre più informato, ama il vino anche per la sua naturalità e per la sua storia, racchiusa in bottiglia, desidera diretto contatto con il produttore, cerca bottiglie di qualità, di provenienza certificata e legata al territorio, vuole un vino prodotto, rispettando la sostenibilità, cerca condivisione sui social media, vuole co-creare ed avere, quindi non solo degustazione, ma anche vere proprie esperienze del brand e dei valori, di cui il vino è portatore. Il 42% dei consumatori di vino negli Stati Uniti sono Millenials, acquistano etichette costose e di essi, i 2/3, sotto i 30 anni, sono donne. La scelta del vino ed il consumo non appaiono influenzati dal sesso d’appartenenza. Il vino rosso è al 57% preferito dalle donne, in Europa e negli Stati Uniti, seguito dal bianco (30%) e rosé (13%). Grande attenzione ha, tuttavia, la donna anche per il “bollicine”. Responsabili dell’acquisto di vini, sono soprattutto le donne in USA, in Gran Bretagna, in Francia, in Isvizzera ed in Australia. Per quanto riguarda la Cina, essa consuma per l’80% vino locale per il 20% estero, attualmente più francese che italiano, ricorrendo, spesso, ad acquisti online. Fatti, questi, che invitano ad una particolare attenzione alla Cina, per un ottimo futuro di export, che dev’essere, tuttavia, particolarmente attento anche all’aspetti delle bottiglie-confezioni. Molta importanza hanno i dati indicati, che vanno ulteriormente ampliati, non dimenticando le nuove tecnologie, per la pubblicizzazione di marche – molto richieste – e offerte, anche per meglio essere in linea con le tendenze e le esigenze dei mercati.
Pierantonio Braggio
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