“La mia guerra – Anni 1915-1918 – Diario”.
di adminDell’inutile e terribile guerra, combattuta dal Regno d’Italia – e, più che dal Regno, da oltre 600.000 uomini, caduti, e, quindi, da 1.500.000, fra feriti ed invalidi – nel periodo il 1915 ed il 1918, si è parlato e scritto tanto, ma, non si saprà mai abbastanza quanto grave sia stata la carneficina degli uomini, forzatamente in divisa. Inoltre, approfondire particolari e dettagli, descritti dagli stessi soldati al fronte, è anche rendere omaggio a chi ha avuto il coraggio di stendere e di tramandarci notizie, che ci permettono, purtroppo, di avere una visione più completa dei disastri umani e materiali, che il conflitto stesso ha provocato, da ambe le parti. Particolari e dettagli, che troviamo, abbondanti e attentamente riportati, fra gli altri, anche nel volume “La mia guerra – Anni 1915-1918 – Diario”, raccolta di memorie, stese giorno per giorno, fra Ortigara, Grappa, Piave e in altre zone d’operazione, dal sergente maggiore Oreste Sinode Barotti, San Pietro Polesine, Rovigo, e recentemente ritrovate, dopo quasi cento anni, in un vecchio cassetto di casa…, dal nipote Sandro Barotti. O. S. Barotti fu soldato di leva già nel 1908 e fu richiamato, appunto, nel 1915, ed assegnato alla zona d’operazioni di Domegge, nel Cadore. Ha curato la preparazione del volume, 303 pagine e diviso in nove capitoli, l’attento alpino ed eccellente pittore, appassionato di storia, Quirino Maestrello, che, letto il manoscritto, e rilevati gli alti contenuti dello stesso, non ha potuto fare a meno di raccomandarne la pubblicazione. La quale, barotti.lamiaguerra@gmail.com, caldeggiata pure dall’Associazione Nazionale Alpini di Verona, è stata ufficialmente presentata, presso il Circolo Ufficiali di Castel Vecchio, Verona, il 7 maggio 2016, dal gen. Antonio Scipione. Il Relatore ha sottolineato come i fatti, descritti dall’Autore del lavoro in esame, nell’attenta disamina dei luoghi, delle situazioni e dei protagonisti, sono molto più articolati, più vivi ed incisivi delle stereotipate immagini, offerte dalle narrazioni ufficiali e, pertanto, prospettano, nella sua vera dimensione, l’umanità del combattente, dell’uomo in uniforme, che vive le ansie, le preoccupazioni, i timori per la sua vita, ma, quando l’impellenza l’impone, non si sottrae al fato, che costringe a sopportare indicibili sacrifici, a compiere impensabili atti d’eroismo, a rischiare la vita… Ancora: “La mia guerra” di Oreste Barotti rappresenta una delle tante piccole storie, che, opportunamente collegate, costituiscono la Storia, con la S maiuscola, quella, che dovrebbe essere per noi Maestra di vita, dal momento che il ricordo dei Morti sopravvive, nella memoria dei vivi… Erano presenti alla presentazione l’assessore Antonio Lella, ex maresciallo degli Alpini, che ha portato il saluto del sindaco Flavio Tosi; Renzo Zerbato, capo zona di ANA, Verona 2; il curatore del volume, Quirino Maestrello, e il presidente della sezione Alpini di Verona, Luciano Bertagnoli.
Pierantonio Braggio
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