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A Bruxelles la Turchia detta legge.

di admin
Riceviamo e volentieri pubblichiamo il commento di Lorenza Fontana Il vertice sull’immigrazione con la Turchia, svoltosi ieri a Bruxelles, ha portato a un nulla di fatto: 12 ore per decidere alla fine di continuare a negoziare con Ankara. Il sistema Ue, di cui Renzi è il perfetto cortigiano, ha mostrato tutta la sua debolezza.

La Turchia ha posto all’Ue condizioni inaccettabili: ricevere altri fondi dopo i 3 miliardi già promessi da Bruxelles quattro mesi fa (si parla di altri 3 miliardi), accelerare il processo di adesione della Turchia all’Unione e velocizzare l’accesso dei visti Schengen per i cittadini turchi.

Come se non bastasse Schulz, presidente del Parlamento, oggi ha dichiarato pubblicamente che si compiace della riapertura dei negoziati con la Turchia!

Per la Lega la risposta è solo una: la Turchia non è e mai potrà essere parte dell’Europa! Lo Stato della Mezzaluna appresenta ancora oggi un paese non europeo e con moltissime difficoltà ad adattarsi ai principi e linee guida dell´Unione. Secondo il sito anti-terrorismo russo Kavkazpress, il ministero dell´interno turco nel 2013 concesse alcune basi logistiche a favore di jihadisti ceceni e tunisini da utilizzare contro i curdi in territorio siriano. La notizia è stata ripresa anche da altri quotidiani, sia italiani che esteri, e allega anche un documento considerato top secret.

 In riferimento a quanto scritto sopra ho interpellato il Presidente del Consiglio europeo al fine di sapere se:

 1) è a conoscenza dei fatti riportati dal sito anti-terrorismo russo Kavkazpress

 2) se è argomento di discussione con il premier turco e, in caso, come l´Europa intenda muoversi a riguardo

 

E’ drammatico come all’interno dell’Unione dilaghi una ipocrisia che rasenta
l’assurdo: si chiede più libertà e maggiore democrazia in Turchia e invece il suo governo, proprio il giorno prima di venire a Bruxelles, bandisce la linea di opposizione nel giornale (Zaman) che contesta maggiormente la linea governativa; inoltre ieri le forze dell’ordine turche sono intervenute per disperdere centinaia di donne scese in piazza per protestare contro la decisione del governo di impedire il raduno previsto per quest’oggi, 8 marzo! Ma c’è di più: mentre le polemiche avvelenano il vertice, oggi un tribunale turco ha posto sotto commissariamento l’agenzia di stampa Cihan News legata a Fethullah Gülen, leader del movimento Gülen, conosciuto più significativamente come Hizmet (Il servizio) e avversario principale del presidente Recep Tayyip Erdogan.

E il risultato di tutto questo è che in Europa, ancora una volta, si continua a sottostare ai ricatti di Ankara!

 

Lorenzo Fontana

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