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L’export veronese, veneto ed italiano al “III Forum Eurasiatico”. 23 e 24 ottobre 2014: grande incontro internazionale per riavviare gli scambi fra Verona e la Russia.

di admin
Il "Forum Eurasiatico", organizzato dall'Associazione "Conoscere Eurasia", info@forumverona.com, giunto alla sua terza edizione, sta acquisendo sempre maggiore importanza e prestigio, onorando Verona e il Veneto e diventando punto di riferimento essenziale per il nostro export e per il nostro turismo. Nel 2013, fu possibile godere, nonostante la crisi mondiale, di numeri eccezionali in fatto di…

Nel 2013, si ebbe un volume d’affari di 487 milioni di euro (+11,32% rispetto al 2012) ed un export a quota 363,39 milioni (+17,2%), in cui molto ha giocato il nostro richiestissimo agroalimentare. Giungiamo a 527 milioni, se nella bilancia commerciale si aggiunge anche l’interscambio con Bielorussia, Kazakistan ed Armenia. Lo segnalano l’Associazione Conoscere Eurasia, Intesa San Paolo, Gazprombank e Banca Intesa Russia. Cifre che fanno riflettere, se consideriamo i ridotti numeri dell’anno in corso, il 2014, in cui Verona ha potuto esportare sinora per soli 170 milioni di euro, con una perdita del 6,7%, rispetto allo stesso periodo del 2013. Le restrizioni russe in fatto di agroalimentare peseranno su Verona per circa 60 milioni di euro… Di questi problemi, gravi problemi, si tratterà al III Forum Eurasiatico dei giorni 23 e 24 ottobre, alla Gran Guardia, in base al concetto la forza della realtà e della ragione dell’economia devono prevalere sulla forza delle armi. Bisogna trovare soluzioni costruttive nell’interesse delle parti in discordia, anche in vista del fatto, positivo, che dal 1° gennaio 2015, entrerà in vigore l’Unione Economica Doganale Eurasiatica, composta dai citati Stati Russia, Bielorussia, Kazakistan ed Armenia. Un’Unione che creerà un mercato di 170 milioni di consumatori e un Pil previsto di circa 2700 miliardi di dollari. Alcuni dati, segnalati da Antonio Fallico, creatore dell’Associazione Conoscere Eurasia, per quanto riguarda il nostro territorio produttivo: Verona è solo seconda a Vicenza in fatto d’interscambio con la Russia; il Veneto è la terza Regione per l’export verso Mosca (1,83 miliardi di dollari) e verso i Paesi della futura Unione Doganale menzionata. I dati, in precedenza ed ora indicati, sottolineano l’esigenza di fare immediatamente ripartire un dialogo, che deve comunque portare a sbocchi positivi nell’interesse reciproco. Grande occasione, in tal senso, è data dal III Forum 2014, che vede l’apporto di ulteriori informazioni, nuove proposte e dati, da parte di ben sessanta relatori – personalità russe, politici ed esperti, anche italiani, nonché di rappresentanti di aziende euroasiatiche, che al Forum partecipano, nell’eccezionale numero di settecento, in quanto interessate al prodotto italiano, che, negli ultimi quattro anni, ha segnalato il presidente Antonio Fallico, era stato esportato con una crescita del 66%, mentre, dallo scorso gennaio, abbiamo venduto in meno alla Russia per 3,2 miliardi… La fortuna è che in Russia c’è sempre interesse per l’Italia: Igor Sechin, amministratore delegato del colosso petrolifero russo Rosneft, guarda al nostro Paese, in fatto di ulteriori investimenti. Per l’ad di Intesa San Paolo, Carlo Messina, la crisi fra Unione Europea e Russia è massimo ostacolo per la crescita in Europa. Alexey Meslikov, viceministro degli Esteri della Federazione Russa, ha assicurato che, nonostante le sanzioni, la Russia rimarrà per l’Italia un partner sicuro e affidabile, mentre è convinto che si potrà uscire dalla crisi attuale, che causa danni agli uni e agli altri. Gian Maria Gros-Pietro, presidente del Consiglio di Gestione d’Intesa San Paolo, ha sottolineato che mentre la Russia può trovare altri fornitori, durante la crisi in atto, noi non possiamo fare a meo delle sue materie prime. Paolo De Castro, già ministro dell’Agricoltura, ha evidenziato come, mentre già il mercato europeo stia soffrendo, la Russia vada allargando la lista dei prodotti non importabili. Da porre in evidenza è la presenza al Forum anche dell’Ambasciatore di Cina in Italia, Li Ruiyu.
Il sindaco di Verona, Flavio Tosi, ha sottolineato la grande importanza del Forum, anche perché Verona, ha nel suo agroalimentare, nelle sue altre produzioni, nonché nel turismo dall’Eurasia, una base essenziale per la propria evoluzione economico-sociale. Sia, quindi, il III Forum Eurasiatico occasione per formulare e trasmettere un messaggio di riappacificazione e di riallacciamento dei rapporti, anche umani, che, aggiungiamo, anno esclusivamente assoluto bisogno di pace. Pace che si rafforza con l’annuncio della già concordata realizzazione, da parte di Antonio Fallico, presidente dell’Associazione “Conoscere Eurasia”, della partnership con il “Forum” di San Pietroburgo, collegamento che darà i suoi frutti già nell’ottobre 2015.
P.B.

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