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LA SETTIMANA CAI SULLE DOLOMITI DI TIZIANO

di admin
La settimana dell'escursionismo quest'anno si terrà tra le montagne bellunesi patrimonio dell'Unesco. Decine le gite organizzate: le tre assolutamente da non perdere.

Dal 28 giugno al 6 luglio arriveranno sulle Dolomiti Bellunesi appassionati camminatori un po’ da tutta Italia, per la XVI settimana nazionale dell’escursionismo.
Nel centenario della Grande Guerra (il conflitto mondiale investì le Dolomiti solo dal 1915, per essere precisi) e nel 140° compleanno della sezione CAI di Auronzo, il Club Alpino Italiano si ritrova a festeggiare la gioia del camminare proprio “sulle Dolomiti di Tiziano” – il grande pittore nacque nella seconda metà del Quattrocento a Pieve di Cadore.
Per l’occasione, le sezioni locali del CAI hanno organizzato un ricco programma di escursioni (anche in mountain bike) tra le montagne rosate patrimonio dell’Unesco, oltre a una serie di interessanti eventi culturali.
L’agenzia giornalistica di informazione turistica AIT Dolomiti ha scelto, tra tutte, le tre escursioni dolomitiche assolutamente da non perdere.

1) MONDEVAL – CRODA DA LAGO
Croda da Lago è uno dei posti più palesemente belli delle Dolomiti Bellunesi. Il profilo del Becco di Mezzodì, visto dal rifugio Palmieri, la maestosità della Croda da Lago, il laghetto gelido, i prati digradanti: una meraviglia.
Per arrivarci, un’escursione altrettanto spettacolare, tra cavalli e mucche che pascolano pacifici, panorami mozzafiato e la storia di un signore cadorino, tal Vittorino Cazzetta, che nel 1987 su questi pascoli ha scoperto lo scheletro di un uomo vecchissimo, morto chissà bene come settemila anni fa. La conca di Mondeval (quella nella quale ci si prepara per l’ultima salita, verso forcella Ambrizzola) è quindi un sito mesolitico dove qualcuno un giorno seppellì un cacciatore sulla quarantina sotto un riparo roccioso. Per saperne di più (e vedere lo scheletro, perfettamente conservato, dell’uomo di Mondeval), basta fare un salto al museo Vittorino Cazzetta di Selva di Cadore.

INFORMAZIONI
TEMPO: 5-6 ore
DIFFICOLTÀ: E – itinerario escursionistico privo di difficoltà tecniche
SENTIERI CAI: 436 – 434
PARTENZA / ARRIVO: Passo Giau – Pezié de Parù
TIPOLOGIA: 1/2 anello
DISLIVELLO: + 350 m – 1100 m
Dalla chiesetta del passo Giau (2236 m) si prosegue fino a forcella Giau (2360 m) lungo il sentiero 436. Ecco la magnifica conca di Mondeval, ecco il Pelmo e il Civetta, bellissimi. Da qui si risale verso forcella Ambrizzola (2277 m), tra i Lastoi de Formin e la Croda da Lago. Ci si ferma qualche minuto ad apprezzare la vista sulla conca di Cortina, sull’Antelao, il Sorapiss e il Cristallo, quindi si scende al rifugio Palmieri. Da qui si scende rapidi verso il Cason de Formin (dallo sperone Cianedes ci si gode la vista sulle Tofane e sulle Cinque Torri), fino a Pezié de Parù (1506 m) lungo il sentiero 434.

2) ANELLO DEL CHIGGIATO
Le Marmarole sono le Dolomiti selvagge. Rispetto ad altri gruppi montuosi delle Dolomiti, sono poco frequentate. Maestose e silenziose, sono state cantate anche da Giosuè Carducci, che ne parla come delle montagne di Tiziano: “care al Vecellio”. In queste zone è facile incontrare stambecchi, cervi, caprioli o camosci, soprattutto di mattina – a volte anche in branco.
L’escursione si appoggia al rifugio Chiggiato, molto apprezzato per la sua cucina. Dalle sue finestre azzurrine, il panorama è spettacolare: Marmarole (appunto), Peralba, Cridola, Monfalconi, Spalti di Toro, Duranno, Col Visentin, Antelao…

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