DISSESTO IDROGEOLOGICO. IL VENETO CHIEDE AL GOVERNO 2,8 MILIARDI DI EURO PER LA REALIZZAZIONE DI OPERE
di adminLo ha annunciato oggi il presidente della Regione presentando insieme ai tecnici di settore un dettagliato dossier sul dissesto idrogeologico nel Veneto che è stato mandato al presidente del Consiglio, ma anche ai ministri all’economia e alla tutela del territorio e ai segretari dei partiti veneti. “Questa è una partita – ha sottolineato il presidente veneto – su cui si deve fare squadra, senza casacche politiche. Il presidente Renzi ha detto in più occasioni che lo Stato ha a disposizione 2 miliardi di euro per il dissesto idrogeologico del Paese, considerato prioritario, ma che non si sa come spenderli per mancanza di progetti cantierabili. L’esempio macroscopico è Pompei, ma il Veneto non è Pompei. I progetti ce li abbiamo e ci candidiamo come laboratorio di virtuosità per le opere idrauliche a difesa del territorio. Abbiamo già dimostrato di sapere lavorare in maniera aziendale e attualmente mi risulta che siamo l’unica regione in grado di aprire da subito altri cantieri per i 2 miliardi di euro disponibili. Se il governo non coglie questa opportunità, vuol dire che finora si è solo scherzato. Io spero invece, avendone parlato con Renzi, che ci sia la volontà di agire concretamente, tenendo presente che il Veneto non è periferia dell’impero ma tiene su con la sua economia l’Italia”.
Il presidente, illustrando il dossier messo a punto che – ha detto – rappresenta una “pietra miliare” in materia, ha spiegato come sono articolati i 3,2 miliardi complessivi necessari per realizzare il piano generale delle azioni e degli interventi di mitigazione del rischio idraulico e geologico nel Veneto. In particolare, 402 milioni si riferiscono agli interventi già realizzati o in corso di esecuzione; 600 milioni riguardano gli interventi urgenti cantierabili da finanziare; a 822 milioni ammontano gli interventi in progettazione e a 908 milioni le altre opere previste dal piano. A questi si aggiungono i 475 milioni di euro necessari per il ripristino dei danni causati alle sole opere idrauliche dalle alluvioni degli anni 2012, 2013 e 2014.
“Questo è il conto – ha detto il presidente della Regione – di quanto vale la sicurezza del territorio veneto, che conosce continue emergenze dal 2010 e da lì ha fatto partire una nuova filosofia per quanto riguarda gli interventi. Quelli più urgenti sono quelli relativi alle casse di espansione che sono equivalenti alle autostrade per quanto riguarda la viabilità. Il piano generale è comunque un insieme strutturato di azioni collegate fra di loro, che riguardano tutti i bacini idrici della nostra regione”
Nella lettera che accompagna il dossier il presidente ha formalizzato quindi la richiesta di un’assegnazione straordinaria a favore della Regione del Veneto di 2,8 miliardi di euro per tutte le opere del piano ancora da finanziare, sottolineando che “la Regione si è prodigata, con ogni sforzo e il massimo impegno, a superare le fasi emergenziali e a reperire risorse di ogni genere. Ma le esigenze sono ben altre e devono prevedere necessariamente un allentamento dei vincoli del patto di stabilità interno, l’esclusione dallo stesso delle spese sostenute dalle Regioni per gli interventi correlati al dissesto idrogeologico, a eventi alluvionali ed emergenze ambientali e l’assegnazione di ulteriori risorse”.
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