CGIL SU GRANDI NAVI: ATTENTI A NON AFFOSSARE IL PORTO COMMERCIALE
di adminPer questo fa presente al Sindaco Orsoni, al Governatore Zaia ed ai parlamentari veneziani e veneti, oltre che allo stesso Governo, la forte preoccupazione dei 5.500 lavoratori portuali pronti a mobilitarsi contro ipotesi che soffocherebbero il Porto Commerciale e le sue potenzialità di sviluppo, decretandone il declino.
Al Sindaco, a Zaia ed al Governo chiediamo se nell’estendere i progetti si è valutato quanto lo spostamento – anche solo provvisorio – delle grandi navi a Marghera impatti sulle attività del porto commerciale che movimenta 5.500 navi all’anno e nel quale operano 6 terminalisti commerciali (alcuni dei quali a carattere internazionale) e 10 terminalisti industriali.
Chiediamo se si è verificato se l’ occupazione di alcune aree non comporti l’abbandono o la restrizione di attività produttive e se non ci sia il pericolo che il trasferimento a Marghera delle navi da crociera non produca un abbassamento del livello di competitività dello scalo veneziano.
Spinta da queste preoccupazioni, ed a fronte dell’ inasprimento dei toni e della radicalità assunta dal dibattito, la Cgil di Venezia il 28 agosto aveva scritto al Sindaco chiedendo un incontro. Questo si rende ancor più necessario a fronte della convocazione di un tavolo da parte del Presidente del Consiglio che non può svolgersi prescindendo dalle valutazioni e dai contributi delle forze presenti in città, mondo del lavoro in testa.
A Confindustria, impegnata a sostenere il Piano Strategico per Porto Marghera 2020, chiediamo se ritiene che questo possa svilupparsi senza un porto commerciale-industriale a forte capacità competitiva.
Al Presidente Zaia chiediamo se davvero pensa che lo sviluppo del Veneto possa prescindere dalle opportunità offerte dal porto di Venezia, il cui ruolo diventa ancor più importante a fronte del fatto che la regione vede incrementare con valori a due cifre (+21% nella prima metà del 2013) le esportazioni verso l’ area OPEC mentre calano le vendite in Europa (-2,2%).
Sarebbe suicida operare scelte che comprimano l’operatività dello scalo proprio nel momento in cui si è reso possibile ingrandire l’area franca del porto ed in cui alcuni importanti terminalisti internazionali come Vecon hanno riportato a Venezia grandi navi transoceaniche che da anni ci avevano abbandonato.
La Cgil ritiene che questa realtà possa e debba crescere ancora, intercettando – grazie alla maggiore efficienza e qualità dei servizi che occorre sviluppare – quote di traffico che transitano per il Mediterraneo e arrivano a paesi a noi limitrofi passando per i porti del nord Europa.
Siamo convinti che solo partendo da una visione di insieme sulla città e sulla sua vocazione produttiva e commerciale si può ragionare sulle varie ipotesi che riguardano il futuro di Venezia e riteniamo che anche un ragionamento sulle grandi navi vada ricondotto in questo ambito, ricercando ogni soluzione possibile per la salvaguardia occupazionale..
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