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E’ ARRIVATA LUVA, LA TIGRE DA ZURIGO! La nuova femmina è stata scelta in base a un progetto europeo di conservazione.

di admin
Perché la tigre è una specie a rischio d’estinzione? Come si gestisce correttamente l’allevamento in un parco zoologico? Cosa fa il Parco Natura Viva per conservare la specie?

Dall’intervista a Camillo Sandri, Direttore Tecnico del Parco Natura Viva e a
Caterina Spiezio, Responsabile dei Progetti di Conservazione e Ricerca.
Il tema “sicurezza” in un parco zoologico è assolutamente centrale. Soprattutto nel caso dei felini, come le tigri, animali selvatici che devono essere gestiti con molta preparazione e accortezza, per evitare incidenti di qualsiasi natura.

Come si comporta il Parco Natura Viva per gestire al meglio gli animali selvatici?

Il Parco Natura Viva è un ente privato che ha come principale finalità quella di tutelare le specie a rischio di estinzione. Infatti, gli animali presenti al Parco appartengono a specie che presentano problematiche legate all’estinzione e sono sotto la supervisione di esperti che tutelano la biodiversità genetica con programmi di conservazione ex- situ con coordinamento europeo ed internazionale.

Grazie ai milioni di visitatori che ogni anno visitano i parchi zoologici, il nostro intento è quello di far conoscere e capire quali animali sono a rischio e perché, e quali sono i progetti di conservazione in atto per le diverse specie.

Questa visione contrasta nettamente con quella di altre realtà dove gli animali vengono allevati e riprodotti fuori da questi circuiti di controllo, con tutti i problemi legati alla gestione e alla sicurezza che ne derivano.

In cosa dunque si differenzia il Parco Natura Viva rispetto a tanti altri centri che allevano animali in cattività?

Al Parco vengono allevati animali a scopo riproduttivo principalmente per:
– mantenere la diversità genetica delle diverse specie
– incrementare le conoscenze sulle specie per meglio gestirle in ambiente controllato e in natura
– attuare dei programmi di reintroduzione in natura laddove possibile come accade con il progetto del Bisonte europeo grazie al quale da anni vengono reintrodotti nelle loro aree di origine individui nati e allevati al Parco.

In questo momento perciò il Parco non può ospitare altri animali se non è previsto dal coordinatore europeo. Tutte le strutture che ospitano animali dovrebbero rientrare nei programmi di conservazione ex-situ perché questo consentirebbe al coordinatore di verifica se la struttura sia idonea a gestire animali in condizioni ottimali.

E nello specifico delle tigri?
Il Parco Natura Viva partecipa ad un programma di conservazione ex situ europeo relativo alla Tigre dell’Amur, la tigre siberiana. La tigre è un carnivoro (appartiene alla famiglia dei felidi) ed è la più grande del “genere Panthera”. E’ considerato il più grande predatore all’apice della catena alimentare (assieme all’uomo). La sua caratteristica fisica è quella di avere un manto di colore più o meno marrone con striature nere (il cui significato è legato al mimetismo, vive infatti nella foresta e deve poter nascondersi alle prede).

Ad oggi quante tigri esistono nel mondo?
Nel corso dell’ultimo secolo abbiamo perso 3 sottospecie di tigri in tutto il mondo: la tigre del Mar Caspio (Panthera tigris virgata), la tigre di Giava (Panthera tigris sondaica – l’estinzione è degli ultimi anni ‘80) e la Tigre di Bali (Panthera tigris balica – l’ultimo individuo è stato rilevato negli anni ‘40).

Ad oggi non esistono più di 4-5000 tigri in natura. Circa un centinaio di anni fa erano diffuse in tutta l’Asia. Le specie ancora esistenti sono:
Tigre del Bengala (Panthera tigris tigris) – circa 4000 esemplari,
Tigre dell’Amur (Panthera tigris altaica) – circa 500 esemplari
Tigre del Sud della Cina (Panthera tigris amoyensis) – meno di 100 individui
Tigre del Nord Indocinese (Panthera tigris corbetti) – meno di 100 individui
Tigre malese (Panthera tigris jacksoni) – poche centinaia di individui
Tigre di Sumatra (Panthera tigris sumatrae) – meno di 500 individui.

Negli ultimi 100 anni è scomparso oltre il 90% del territorio in cui vivevano le tigri.
Una recente mappatura rivela che la tigre non esiste più nel 93% dell’originario areale di distribuzione. E’ scomparsa dal sud-ovest al centro dell’Asia, dalle due isole indonesiane (Java e Bali) e dalla grande area del sud est e dell’est dell’Asia. Al momento la tigre è presente solo 13 stati asiatici. E questo è un dato veramente preoccupante.

Perché la tigre è così a rischio estinzione?
La tigre non ha avversari nella caccia alle sue prede eccetto l’uomo.
E’ l’uomo che ha distrutto l’habitat in cui vive, attaccando i predatori di cui si nutre e direttamente uccidendo le tigri per molte ragioni.

La tigre, per vivere, ha bisogno di 3 risorse principali: acqua (vive in ambiente acquatico e ama cacciare in acqua), molta vegetazione e prede per cibarsi. L’uomo è intervenuto nella deforestazione e ha dunque eliminato le condizioni che permettono alle tigri di sopravvivere.
In più, la tigre viene cacciata soprattutto per ricavarne denaro dalla vendita delle ossa, usate per preparare unguenti, e per ottenere suppellettili, oggetti, pelli, etc…

Nel 1993 in Cina, nonostante le credenze popolari siano ancora molto forti, è stato vietato le dalle autorità locali l’utilizzo di prodotti derivati dalla tigre.

Quindi cosa significa fare conservazione per il Parco Natura Viva?
Per quanto riguarda la tigre siberiana, esiste un coordinatore a livello europeo (Jo Cook) che decide quante tigri possono essere allevate e dove. Attualmente esistono 219 tigri distribuite all’interno di giardini zoologici europei.

Quando una struttura offre la propria disponibilità ad accettare un animale, il coordinatore valuta tutte le condizioni prima di dare il parere positivo. Esistono anche delle linee guida (ampiezza del recinto, sicurezza, benessere, quanti keeper) in base alle quali viene deciso se una struttura è in grado di ospitare gli individui selezionati.

La tigre è un animale solitario! Nei giardini zoologici le tigri vengono ospitate in coppia per dare loro la possibilità di riprodursi e perché studi hanno riscontrato un più alto livello di benessere in individui ospitati in coppia che non da soli. Infatti, si ha una maggiore manifestazione di comportamenti tipici della specie (aspetti legati alla territorialità, accoppiamento, interazioni sociali). Questo comporta la necessità di realizzare reparti molto grandi e ben arricchiti. L’eventuale prole viene tenuta insieme ai genitori fino all’età di due anni quando, raggiunta la maturità sessuale, gli individui vengono collocati presso altre strutture per costituire nuove coppie.

Nulla è lasciato al caso. Anche la riproduzione non avviene casualmente.
E’ il coordinatore stesso che ci dice quali tigri far riprodurre, quando è possibile far accoppiare le tigre, in base anche alla disponibilità di altre strutture e a problematiche legate alla gestione.

Aderire ai progetti europei EEP (European Endangered species Programme) e ESB (European Studbook) – vuol dire aderire a regole molto rigide che comportano un’adeguata gestione degli individui di ciascuna specie.

E’ possibile il ripopolamento della tigre in natura?
Se la tigre è scomparsa significa che non vi sono le condizioni affinché queste possano sopravvivere. E l’uomo è il principale responsabile di questo fatto.

Il tema della reintroduzione in natura è molto delicato. E’ necessario creare le condizioni affinché la popolazione reintrodotta diventi sostenibile e possa riprodursi. E’ necessario intervenire educando e formando la popolazione locale, preservando gli interessi politici ed economici, fornendo motivi importanti per far sì che la popolazione locale preservi la specie in via di estinzione.

I giardini zoologici investono milioni di euro ogni anno nei progetti di conservazione per la reintroduzione degli animali nei loro habitat originari. Quello che facciamo è soprattutto conservare il patrimonio genetico ed educare il pubblico al rispetto della diversità locale.
Ad esempio sosteniamo un commercio equo-solidale e utilizziamo prodotti manufatturieri aiutando le popolazioni produttrici a mantenersi in vita, acquistiamo parti di foresta per evitare la deforestazione, diamo nuovi posti di lavoro alla popolazione locale come guide e altro ancora

Perché una nuova tigre al Parco?
Poche settimane fa è arrivata una nuova tigre dallo zoo di Zurigo.
Avevamo già la nostra coppia di tigri ma il coordinatore, dopo analisi genetiche ha riscontrato che la femmina non era pura, ma un ibrido di sottospecie diverse. Il coordinatore ha chiesto di non riprodurre la nostra femmina e di poterla collocare presso un’altra struttura con un individuo che a sua volta non si sarebbe potuto riprodurre.
Dopo aver seguito le indicazioni richieste dal coordinatore, lo stesso ha selezionato una nuova femmina da poter avere in coppia con il nostro maschio, Amka, che è arrivato al Parco Natura Viva dal giardino zoologico di Vienna nel 2008. Amka è nato nel 2006 e oggi ha 7 anni.
LUVA è invece il nome della nuova tigre femmina, che ha poco più di 2 anni e arriva da Zurigo.

Come è andato il viaggio da Zurigo?
Il viaggio è andato molto bene e, grazie a strutture adeguate non è stato necessario addormentare LUVA per il trasporto. Una volta arrivata al Parco, dalla cassa di trasporto, sempre grazie a strutture adeguate, è entrata nel suo nuovo reparto, nell’area interna dei ricoveri notturni.

Come si stanno comportando, Amka e Luva?
Adesso siamo nella fase di acclimatamento. La femmina si trova nel reparto interno, non visibile al pubblico. Il reaprto interno è costituito da un’area interna e un’area esterna. L’area esterna del reparto interno di Luva è adiacente all’area esterna del reparto interno di Amka.
Amka e Luva, quindi, si sono già visti e hanno già sentito l’uno l’odore dell’altro, ma sono ancora in reparti separati. L’unione tra i due individui avverrà solo quando i due individui manifesteranno comportamenti di avvicinamento e di accettazione reciproca, in prossimità probabilmente del momento ottimale per la riproduzione, momento che in natura coincide con l’avvicinamento di maschi e femmine. Amka è un maschio molto territoriale, deve innanzitutto capire chi è il nuovo arrivato, deve percepire che è una femmina e non un competitor conoscendola prima attraverso la vista e l’olfatto. Deve essere fatto tutto per gradi.

Quando sarà visibile la nuova tigre Luva?

Sabato 27 e domenica 28 luglio sarà la giornata dedicata a Luva. Il pubblico potrà vederla nel reparto esterno, sperando di trovarsela vicina, ma sapendo che può anche nascondersi nella vegetazione… Sarà una vera emozione!

Dal 28 luglio sarà possibile poi vedere a giorni alterni o il maschio o la femmina. Nel Frattempo speriamo che si piacciano e che diventino una bella coppia!

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