CONCLUSO INTERVENTO TECNICI VENETO PER LE VERIFICHE AGIBILITÀ EDIFICI NELLE ZONE TERREMOTATE DELL’EMILIA ROMAGNA
di adminIl Veneto ha assicurato la presenza di venti squadre, organizzate per turni settimanali, formate da 21 funzionari appartenenti alle strutture centrali e periferiche della Regione e da 24 professionisti che, tramite i rispettivi ordini professionali, hanno offerto volontariamente la loro opera. Le verifiche strutturali sono state condotte da ingegneri, architetti, geometri e periti edili, coadiuvati anche da geologi. Questi ultimi sono stati impegnati, in particolare, nella caratterizzazione dei materiali da costruzione e nella individuazione dei danni agli edifici conseguenti alle deformazioni nei terreni di fondazione causate dal terremoto. I tecnici del Veneto hanno operato in provincia di Modena, inizialmente nel comune di San Felice sul Panaro, allargando successivamente la propria attività ai comuni di Camposanto e di Mirandola.
I sopralluoghi sono state effettuati da squadre, normalmente composte da due tecnici, con la compilazione di una specifica scheda di rilevamento danni (denominata AEDES) che comporta la classificazione dell’edificio esaminato secondo 6 classi di danneggiamento. In totale i tecnici veneti hanno effettuato 723 sopraluoghi con compilazione delle schede AEDES, cui si sono aggiunti 19 sopralluoghi cosiddetti “speditivi” e 7 verifiche in edifici pubblici quali scuole e cimiteri monumentali. Circa il 43% degli edifici esaminati è risultato agibile mentre circa il 35% è risultato inagibile. Quest’ultimo dato si riferisce a costruzioni la cui sistemazione, quando possibile, necessita di lavori più o meno onerosi non effettuabili in tempi limitati e a costi contenuti. Circa il 10% degli edifici visionati è stato valutato temporaneamente inagibile o agibile con provvedimenti di pronto intervento. Molto rari (circa il 2%) i casi di abitazioni parzialmente inagibili, quando è stato possibile distinguere nettamente tra porzioni agibili e inagibili dell’edificio. Non trascurabile (circa il 10%) la presenza, soprattutto nei centri storici, di costruzioni di per sé agibili resi però inagibili per la vicinanza di edifici fortemente danneggiati o parzialmente collassati.
In alcuni sopralluoghi i tecnici sono stati affiancati da alcuni psicologi volontari, la cui collaborazione è stata importantissima per trovare il miglior modo di rapportarsi con gli abitanti degli immobili danneggiati, normalmente molto provati dall’improvviso sconvolgimento della vita che, in molti casi, si è sommato a difficoltà preesistenti, dovute, ad esempio, alla presenza di disabilità in famiglia. A questo proposito è da rilevare che tutta l’attività di rilievo del danno, così come si era verificato nelle precedenti esperienze (terremoti dell’Abruzzo, Molise e Umbria-Marche) non ha avuto solo una valenza tecnica, ma in molti casi le visite, condotte assieme ai proprietari e agli inquilini che spesso rientravano per la prima volta all’interno degli edifici, sono state anche un concreto contributo alla progressiva ripresa di fiducia che costituirà uno dei fattori essenziali per una rapida ripresa.
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