Percorsi diagnostico-terapeutici ospedale-territorio per l’Area Vasta di Verona
di admin Le malattie respiratorie coinvolgono circa 10 milioni di persone in Italia, di cui 8 milioni di cronici, e rappresentano la terza causa di morte dopo le patologie del sistema circolatorio e quelle neoplastiche. Sebbene le linee guida internazionali e nazionali abbiano definito in modo chiaro le modalità per una corretta diagnosi e trattamento di asma e BPCO, spesso queste non sono facilmente trasferibili nella pratica clinica del medico di medicina generale. Un percorso diagnostico adeguato, la valutazione dello stadio di gravità della malattia, l’impostazione di una terapia razionale comprendente anche l’educazione del paziente e un programma di monitoraggio, dovrebbero costituire i passaggi attraverso i quali si realizza un corretto intervento medico. Tra le cause che contribuiscono a rendere poco applicate le linee guida vi è un uso insufficiente degli strumenti diagnostici necessari all’individuazione dei pazienti e alla valutazione del grado di controllo della malattia. Ne consegue un trattamento farmacologico spesso inappropriato e la scarsa adesione dei pazienti alla terapia farmacologica raccomandata. In un’ indagine condotta nel 2009 nelle 3 Aziende ULSS della provincia di Verona i pazienti in trattamento con farmaci per i disturbi respiratori erano 66.000, con una prevalenza d’uso del 7-8% e un’incidenza annua del 4-5%. Circa un terzo di questi pazienti era in trattamento con associazioni a dosi fisse di farmaci costosi che dovrebbero essere impiegati solamente negli stadi più gravi di malattia e in pazienti stabilizzati. Alla luce di questi dati, dal 2010 nel Patto Aziendale con la Medicina Generale è stato inserito un obiettivo per ridurre progressivamente la scarsa appropriatezza prescrittiva in questa area terapeutica, da supportare con iniziative di formazione. Dal momento che la terapia è solo uno degli aspetti della presa in carico della patologia respiratoria, cogliendo l’occasione del Patto con la Medicina Generale, la Direzione dell’Azienda ULSS 20 ha proposto che tale patologia costituisse il primo banco di prova per la predisposizione di percorsi diagnostico-terapeutici nell’ambito dell’area vasta, con il coinvolgimento anche degli ospedali privati accreditati.
Obiettivi della Direzione erano da una parte l’integrazione ospedale-territorio e l’interaziendalità dell’area vasta, dall’altra l’appropriatezza prescrittiva sia per la diagnostica che per la terapia. Un gruppo di lavoro interaziendale (Aziende ULSS 20, 21 e 22, Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona, Casa di Cura Pederzoli di Peschiera del Garda e Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar) formato da specialisti, medici di distretto, MMG e farmacisti, ha condiviso un percorso diagnostico-terapeutico per asma e uno per BPCO sviluppati sulla base delle evidenze scientifiche disponibili, allo scopo di supportare il MMG nell’identificazione precoce del paziente con sospetta patologia e nell’impostazione della terapia appropriata, indirizzandolo quando necessario verso lo specialista. L’evento che ha luogo al Fracastoro questo sabato 12 maggio è rivolto a tutti i MMG dell’area vasta di Verona. I contributi presentati riassumono quanto condiviso nei percorsi diagnostico-terapeutici per asma e per BPCO. Se quanto descritto si consoliderà come pratica clinica della Medicina Generale (e non solo), il primo risultato saranno una maggiore appropriatezza diagnostica e terapeutica, una riduzione dei ricoveri, ma soprattutto un miglioramento dello stato di salute della popolazione, obiettivo primario di quanti operano in sanità.
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