«AGRICOLTURA CEMENTO DELL’EUROPA DA 50 ANNI LA PAC SARA’ IL BALUARDO DELLA FOOD SECURITY»
di adminE così, secondo Paolo De Castro, per una sfida globale su competitività e produzione agroalimentare, «la Politica agricola comunitaria e il Farm Bill degli Stati Uniti dovrebbero coordinarsi il più possibile». A livello europeo, De Castro auspica il maggior coordinamento possibile anche sul piano fiscale e tributario, «per mettere in sicurezza i mercati».
Il presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo, Paolo De Castro, parteciperà al convegno inaugurale della 110ª edizione di Fieragricola, importante rassegna internazionale dedicata al settore primario, in programma dal 2 al 5 febbraio prossimi (www.fieragricola.it).
Tema del convegno di inaugurazione di Fieragricola, al quale parteciperanno, fra gli altri, il ministro alle Politiche agricole, Mario Catania, e il direttore generale della Commissione europea all’Agricoltura, José Manuel Silva Rodriguez, sarà «Verso la nuova politica agricola comune: prospettive, sfide e opportunità per un’agricoltura sostenibile» (Palaexpo, Auditorium Verdi, giovedì 2 febbraio, ore 11).
All’on. De Castro, già ministro italiano alle Politiche agricole ed agroalimentari, abbiamo rivolto alcune domande, per capire innanzitutto come potrebbe essere la Politica agricola comune dopo il 2013, la cui proposta di riforma è stata illustrata ufficialmente lo scorso 12 ottobre dal Commissario europeo Dacian Ciolos.
Fra le priorità che in questo anno di negoziati non dovranno mai essere perse di vista, secondo De Castro, l’obiettivo della sicurezza alimentare e dell’incremento produttivo sostenibile, ma anche una maggiore sinergia con il Farm Bill statunitense. Stando attenti a ridurre un fenomeno che ha caratterizzato gli ultimi anni: la volatilità dei mercati. E tenendo presente un valore inconfutabile, e cioè che «la Pac ha rappresentato e continua a rappresentare la più importante politica economica attuata dall’Ue nei suoi cinquant’anni di storia, uno degli elementi più significativi del processo di unificazione, il fattore aggregante di maggior rilievo dell’Europa».
Il futuro dell’Europa, insomma, è strettamente connesso all’agricoltura, meno giovane rispetto ai trend di crescita delle nuove leve negli Usa. «L’Europa – ricorda infatti De Castro – con soltanto l’8 per cento degli agricoltori europei al di sotto dei 35 anni di età e con quattro milioni e mezzo al di sopra dei 65 anni che cesseranno la loro attività entro il 2020, mostra un certo ritardo rispetto al trend statunitense», dove nel giro di pochi anni saranno circa 100mila i nuovi imprenditori agricoli fra i 20 e i 30 anni.
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